Guardiola contro l’azienda dello storico “sasso” inglese

Guardiola contro l’azienda dello storico “sasso” inglese

Chi ha provato un Mitre della Premier anni 90 ha rischiato la propria integrità fisica a causa del peso specifico dell’attrezzo. Ora sembra tutto cambiato, e Guardiola sbotta…

Il classico Mitre rappresenta in Gran Bretagna l’ultimo baluardo a difesa dell’identità del pallone nazionale, contro l’imperante globalizzazione delle attrezzature calcistiche.

Se le grandi multinazionali hanno monopolizzato le forniture per i Club e le leghe nei campionati e nelle grandi competizioni internazionali, nella coppa di Lega inglese resiste ancora uno sprazzo di made in Britain.

Nello specifico incarnato dal pallone da gara, prodotto dalla storica marca inglese. Chi ha mai provato un Mitre della Premier anni 90 sa di aver rischiato fratture multiple al collo e alla caviglia nel tentativo di calciarlo o respingerlo di testa.

Era semplicemente uno degli elementi con peso specifico più elevato in natura. Guardiola ora scaglia il suo attacco in direzione della Mitre, paradossalmente per la ragione opposta.

Il pallone utilizzato nel turno di coppa di Lega dell’altra sera con il Wolverhampton, superato dal City solo ai rigori, è impresentabile per il tecnico catalano.

Per il suo peso troppo esiguo e la consistenza quasi evanescente, che lo rendono a suo dire ingovernabile.

Inaccettabile che si utilizzi un pallone simile per una competizione di alto livello: è troppo leggero, non c’è peso, nulla. Non è un buon pallone, ed è impossibile far gol. Posso dirlo perché abbiamo vinto, dunque non posso essere accusato di voler accampare scuse. Tutti i miei giocatori si sono chiesti: “Che roba è questa?”. Mi dispiace per la Carabao Cup, ma un torneo serio ha bisogno di un pallone serio.

Queste le parole di Guardiola, al termine della gara. Che si tratti di una scusa o meno, un mistero resta. Ma perché la Mitre non smette di scimmiottare gli altri produttori di palloni, con le loro tecnologie avveniristiche e gli studi al computer, e non torna a fare quei cari vecchi sassi di 20 anni fa?

Allora sì che in Inghilterra si potrebbe parlare ancora di “calcio rude”. Adesso, anche al di là della manica, sembrano “lamentosi” e “delicati” come da qualsiasi altra parte.

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