I 30 del Sic. Questo è il giorno da celebrare

I 30 del Sic. Questo è il giorno da celebrare

Avrebbe compiuto 30 anni oggi Marco Simoncelli. Forse, per meglio dire, li compie. Perché in pochi restano vivi nella testa come il Sic.

Il ricordo di Marco Simoncelli è talmente vivo nei cuori e nelle menti degli sportivi (e non) italiani da non sembrare tale. Più che un ricordo infatti, incarna le caratteristiche di un vero e proprio dialogo, con una figura così vicina alla gente, per natura e non per fama, da non poterla davvero abbandonare.

Più che mai è difficile pensare a uno come il Sic, tornando ogni volta con la mente alla torrida e lontana Malesia di Novembre, di quella domenica impastata e beffarda, o di quelle commemorazioni tanto struggenti, eppur così lontane da un uomo imprevedibile e vitale come pochi altri.

Uno che si divertiva attaccando, e che non concepiva le gare senza quella spinta e quel coraggio che non sapeva lesinare. Il ragazzo sincero emergeva in qualche intervista senza filtro, il campione testardo e talentuoso in ogni traiettoria resa inconfondibile da quella braccia e quelle gambe interminabili.

Per questo è corretto celebrarlo oggi. Nel giorno in cui nacque 30 anni fa nella Romagna che, anche sul palcoscenico internazionale, non ha mai voluto o potuto levarsi di dosso. 30 anni è un bel passaggio (li farò anch’io quest’anno ndr), e si dovrebbe maturare. Il Sic, probabilmente, sarebbe rimasto tale e quale. Qualche parola di meno, qualche errore di meno, ma probabilmente la stessa testa, riccia in superficie, e testarda e senza paura appena più sotto.

No! Basta ricordare quel novembre Malesiano di 6 anni fa! Ripensiamo piuttosto a quel gennaio Romagnolo di fine anni 80, e a quella testa che anche a 30 anni, per tanti come noi, rimane sempre uguale.

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