Il fantacalcio e la sosta della Nazionale

Il fantacalcio e la sosta della Nazionale

«Ognuno sta solo nel cuore del bar
trafitto da una doppia di Kessie.
Ed è subito sosta»

Se Salvatore Quasimodo fosse nato qualche decennio dopo avrebbe magari fatto il fantacalcio. E dedicato qualche verso a quel gioco che ci spinge a spaccare qualcosa quando c’è ma che ci manca terribilmente quando va in vacanza. Quasimodo scriveva della felicità apparente, come quella donata dalle prime giornate di campionato dopo l’estate. Dopo due mesi spesi a cercare di dare un senso alla domenica. Una felicità che però dura il tempo di due giornate. E che si spegne nella sosta nazionali.

L’arrivo della sosta lascia delusi tanti, tantissimi fantacalcisti. Un po’ come quando dopo i primi giorni di quell’estate tanto attesa ed inseguita all’improvviso inizia a piovere. E magari torna pure il freddo. La prima sosta ha lo stesso sapore di quelle gocce d’acqua che ti scivolano addosso mentre carezzavi l’idea di una gita al mare. Pensavi di essere entrato in una nuova routine fatta di tuffi e tintarella ed invece fissi la finestra di casa nella noia più assoluta. Speravi che diretta gol e chiare medie avessero preso il posto dell’apatia ed invece ecco che ti tocca un intenso pomeriggio di vuoto. Senza gol ed assist a rendere lieta quella lunghissima attesa davanti alla cassa dell’Esselunga.

Non tutti i fantallenatori italiani però schifano una domenica di quiete. Forse perché non tutte le prime giornate finiscono nel modo giusto. C’è chi ha macinato già 160 punti dopo le prime due partite della stagione ma c’è chi è già finito risucchiato nel vortice della sfiga che non voleva proprio abbandonarvi dopo l’incoraggiante penultimo posto della scorsa stagione. Dopotutto puntare su Romagnoli non è forse stata l’opzione migliore per puntellare la difesa badando al risparmio.

E che dire di chi ancora non si è scannato su quel tavolo dove amicizie ventennali vengono messe a dura prova? Per chi non ha ancora fatto l’asta gli ultimi giorni della sosta, una volta chiuso il calciomercato, rappresentano l’ultima chance di non restare senza fantacalcio.
Lasciamo un attimo perdere quel Quasimodo che ha mietuto tante vittime al liceo. Passiamo alla matematica spicciola. Che di vittime ne ha mietuta qualcuna in più. Fare l’asta dopo due giornate toglie il sapore della scommessa ad un credito. Quei nomi che potevate portare a casa a pochi spiccioli tra le risatine degli avversari ora costeranno come un big. Kessie volerà via al pezzo di Pogba. Per Belotti ci sarà da lottare più che per Dybala e Icardi. Quei nomi che vi eravate segnati a giugno nella speranza che non facessero nulla nei primi centottanta minuti si sono trasformati ovviamente in piccoli fenomeni. E magari non segneranno più un gol per le restanti trentasei giornate. Troppo tardi però: li avrete già pagati accendendo un mutuo. Buona sosta a tutti.

Articolo di: Nicolò Premoli

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