La favola di Manneh: da profugo alla Bundesliga

La favola di Manneh: da profugo alla Bundesliga

La scorsa settimana in Bundesliga c’è stata una prima storica volta: un gol di un giocatore del Gambia. Ma non è solo di questo primato che vogliamo parlarvi.

Ousman Manneh, attaccante del Werder Brema, ha 19 anni ed è proprio originario del Gambia. Sabato ha segnato il gol decisivo del 2-1 contro il Bayer Leverkusen. Ma la storia di Ousman è diversa da quella di molti suoi coetanei.

Manneh due anni fa era un profugo. Alloggiava in un dormitorio con altri 17 ragazzi. Arrivò a Brema ad inizio del 2014, allora 16enne, scappando dal Gambia appunto. Era solo, senza parenti e venne sistemato in un centro d’accoglienza tra i tanti in Germania.

Il talento di Manneh venne notato però anche in quella situazione precaria: il Blumenthaler SV, una squadra della quinta serie che partecipa al campionato regionale, decide di tesserarlo nell’aprile del 2014. Il giovane Ousman segna 15 reti in 12 partite e gli occhi degli osservatori del Werder Brema si posano subito su di lui.

Manneh viene aggregato alla seconda squadra (terza serie) e già al debutto stupisce tutti: entra ad inizio del secondo tempo e ribalta lo svantaggio iniziale contro l’Hansa Rostock con un gol ed un assist. Manneh comincia a trovare spazio tra i grandi e gioca un’amichevole estiva dove impressiona con 4 reti. Il 10 marzo 2015, il giorno del suo diciottesimo compleanno, ecco il regalo più gradito. Un regalo che gli svolta la vita: il Werder Brema gli offre un contratto da 2500 euro al mese fino al 2018. Manneh con i primi soldi può permettersi di lasciare il dormitorio.

Ousman quest’anno trova spazio in prima squadra grazie al nuovo tecnico Nouri che crede ciecamente in lui. Prima l’assist alla terza presenza contro il Darmstadt e sabato scorso finalmente il gol. “Non so nemmeno se ho segnato o sto sognando. Ho segnato di fronte a 40mila persone, è pazzesco”. Ma Manneh ha una dedica speciale: “La cosa che mi rende più orgoglioso è rendere mia mamma fiera di me”.

La storia di Manneh è simbolica e ricorda molto ad una favola. Dal dramma del campo profughi, alla consacrazione nei campi della Bundesliga. Crederci sempre, mollare mai.

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