La generazione Televideo

La generazione Televideo

L’altro giorno mi sono seduto sul divano di casa e ho fatto quello che faccio inconsciamente da anni. Tutti i giorni, almeno una volta al giorno. Solo che stavolta mi rendo conto immediatamente della cosa. E sorrido.

Apro una lattina di birra? No non succede così spesso o almeno non di mattina. Faccio zapping? Sì pure, ma non mi riferivo a quello. Guardo il televideo.

Perché sorrido? Perché dai, nell’era degli smartphone, dei tg sport 24 ore su 24, Sky, Premium, Gazzetta TV, le app, i gruppi whatsapp, le vostre segnalazioni…In questo modo potrei riuscire a non perdermi nemmeno il momento in cui Balotelli decide di fare quella grossa.

Mi ricordo quel giorno di qualche anno fa a casa di Giovanni. Lui mi dice: “Vado a prendere da bere in cucina, guarda pure quello che vuoi”. Quando torna mi guarda quasi sconcertato: “Sei l’unico che ha aperto una pagina del televideo in questa casa”.

Ma noi siamo in tanti. Andiamo, quanti di voi ancora oggi come abitudine (o forse meglio chiamarlo tic) aprono ancora quella magica schermata colorata (insomma) in attesa di notizie sportive? E vi ricordate qualche anno fa la suspense quando i numeri si caricavano là in alto a sinistra: 777,888,999…meno 3,2,1 e…

Sì ragazzi, io ho ancora questa “malattia”. Quando mi siedo davanti ad uno schermo rettangolare o quadrato, col telecomando in mano, ancora carico la pagina del televideo. Le notizie molto spesso non sono nuove, i live sono comunque in ritardo di qualche minuto (com’è logico che sia), la grafica…è quella che è. Eppure no, io non ci riesco. Io non riesco a fare a meno del televideo.

Perché io faccio parte fieramente della generazione Televideo.

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