Le 15 frasi più famose dello Special One

Le 15 frasi più famose dello Special One

Stasera il Chelsea di José Mourinho esordisce in Champions League allo Stanford Bridge contro il Maccabi Tel Aviv. Partita sulla carta non proibitiva, buona occasione per provare ad uscire dalla crisi che sembra attanagliare i Blues in Premier League in questo avvio di stagione.

Durante la conferenza stampa di ieri lo Special One, forse per togliere la pressione addosso dai suoi (metodo che per anni lo ha aiutato a vincere trofei), si è reso protagonista di un’altra uscita delle sue: un giornalista gli ha chiesto se stava pagando la sindrome del terzo anno e don José ha risposto secco: “Al Porto ho lavorato due anni. All’Inter anche. Nella terza stagione al Chelsea ho vinto FA Cup, Coppa di Lega e sono arrivato in semifinale di Champions. A Madrid ho vinto la Supercoppa di Spagna, ho perso in finale la Coppa del Re e sono ancora arrivato in semifinale di Champions. Prova a documentarti su Google anziché fare domande stupide”.

Bordata in stile mourinhano, non c’è che dire. Come molte altre del passato che ci siamo divertiti a recuperare.

15- «Se avessi voluto un lavoro facile sarei rimasto al Porto: una bella sedia blu, una Champions League, Dio, e dopo Dio, io» – Stagione 2004, al Chelsea

14- «Vi prego di non chiamarmi arrogante, ma sono campione d’Europa e credo di essere speciale» – Conferenza di presentazione allo Stanford Bridge. Da qui il soprannome di Special One.

13- «Tre anni senza vincere una Premier? Non credo avrei ancora un lavoro» – Stagione 2007, frecciata indirizzata a Rafa Benitez.

12- «Ma io non sono un pirla» – Stagione 2008, giorno della presentazione all’Inter. Qualcuno gli chiede se esistono possibilità di vedere Lampard vestire nerazzurro. Mou prima gli chiede perché parli di Lampard e poi l’espressione diventata tormentone.

11- «Non sono il migliore del mondo, ma penso che nessuno sia meglio di me» – Altra frase cult del periodo interista.

10- «Lo Monaco? Io conosco il monaco del Tibet(e), il Principato di Monaco, il Bayern Monaco, il Gran Prix di Monaco. Se qualche Monaco vuole parlare di me, mi deve pagare» – Risposta alla “minaccia” dell’allora ad del Catania: “Lo prenderei a bastonate sui denti”.

9-  «Ho studiato l’italiano cinque ore al giorno e per molti mesi al fine di poter comunicare alla perfezione con voi, la squadra ed i tifosi. Ranieri è stato in Inghilterra per cinque anni ed ancora faceva fatica a dire “buon giorno” e “buona sera”» – Frecciata al nemico di turno, il “vecchio” Ranieri definito persino un 70enne anche se di fatto più giovane di oltre 10 anni.

8-«Io parlo con la stampa perché sono obbligato. Spalletti parla prima della partita, parla durante l’intervallo e parla dopo la partita: è “primetime”, è amico di Mario, Ilaria, di tutti» «Nessuno parla della Roma che ha tanti giocatori che volevo e che finirà la sagione con zero tituli, del Milan che ha grandi giocatori e grande esperienza che finirà la stagione con zero tituli, della Juve che ha vinto tante partite con errori arbitrali. A me non piace la prostituzione intellettuale, a me piace l’onestà intellettuale» – La conferenza stampa, con la C maiuscola. In Italia la reazione della stampa è immediata e questo sfogo diventa subito tormentone. “Zero tituli” oltre a diventare profezia, è entrato di prepotenza dopo quel giorno nel vocabolario dei media quando una squadra forte non riesce a portare a casa alcun trofeo.

7- «Solo uno tra ventuno non voleva darmi la laurea honoris causa, ma è normale, neanche Gesù piaceva a tutti» – Altra perla di umiltà datata 2009.

6-«Non sono responsabile se l’Inter non vince la coppa campioni da 50 anni. Sono responsabile solo di non averla vinta l’anno scorso» – Mou si difende così dopo l’eliminazione contro lo United di Ferguson la prima stagione in nerazzurro.

5-«Area con venticinque metri ce n’è solo una in Italia» –  Riferimento esplicito alla Juventus dopo un rigore concesso ai bianconeri fuori area.

4- «Se io dico a lei e alla UEFA quello che penso e quello che sento, la mia carriera finisce oggi. E siccome non posso dire quello che sento, ho solo una domanda. E spero, un giorno, di avere una risposta. La domanda è: perché? Perché? Perché Ovrebo? Perché Busacca? Perché De Bleeckere? Perché Frisk? Perché Stark? Perché? Perché ad ogni semifinale accade sempre lo stesso? Perché Ovrebo da tre anni? Perché il Chelsea non è potuto andare in finale? Non so se è la pubblicità dell’UNICEF, non so se è il potere del signore Villar all’interno della UEFA» – Anche i media spagnoli hanno il loro tormentone: il “porque” di Mou.

3- «Io non sono Pellegrini. Se dovessi andar via dal Real non finirei al Malaga» – Leggerissima frecciatina al suo predecessore al Real Madrid.

2- «Sarei un mediocre? Rispetto le opinioni di tutti, anche quelle di Zeman. Scusi, ma dove gioca questo Zeman? Lo cercherò su Google» – Altra stilettata del 2012 stavolta nei confronti di Zeman che in un’intervista lo ha definito mediocre allenatore (per via di un gioco non esaltante).

1- «La moglie di Benitez pensi alla dieta del marito» – Risposta del portoghese all’intervista della moglie dell’ex tecnico del Napoli che disse: “Mio marito rimedia agli errori di Mou”

 

 

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