Le performance di un bomber da spiaggia

Le performance di un bomber da spiaggia

Siete tornati dalle vacanze dello stesso colore di Graziano Cesari, ingrifati come il De Sica di un classico cinepanettone e avete passato l’intera estate a cercare una rete wireless per rimanere aggiornati sulle ultimissime di calciomercato? Non siete certamente una razza in via d’estinzione, siete, anzi siamo, in tanti.

Il bomber sulla spiaggia lo riconosci con la stessa facilità con la quale riconosceresti Dani Alves durate una comunione: è quello più eccentrico. Si piazza spaparanzato sul suo lettino (il vero bomber se può non si mischia con gli altri in spiaggia libera, altra stoffa…) e comincia il suo editoriale su quello che deve e non deve fare il direttore sportivo della sua squadra, il mister attuale e persino il terzino destro. Il tutto intervallato da un sorso di birra e una sigaretta onnipresente che finisce per bruciarsi da sola. In barba al fatto che le sue considerazioni ad alta voce, non solo non interessino a nessuno, ma diano proprio fastidio, il bomber si mostra tuttologo e dispensa le sue considerazioni (aggratis!) anche ai sostenitori delle altre squadre. I vicini di lettino quando lo vedono chinato a leggere la Gazzetta o il Guerin Sportivo, oppure meglio ancora, lo vedono indirizzarsi verso il campo da beach volley, finalmente tirano un sospiro di sollievo che agli occhi dei presenti ricorda molto di più l’urlo di Fabio Grosso nel 2006.

Ecco poi c’è il bomber che lascia la compagna abbrustolita a 50 gradi, come farebbe con le diverse salamelle ingurgitate in carriera (un esperto dietologo dice che si possono calcolare in base alla circonferenza dell’addome) e si dirige nella zona sport: ping pong, biliardino, volo (11, 21 o tutte le sue declinazioni…ah con i pali delle porte che sono creati dalle infradito), le bocce che, inspiegabilmente attirano spesso pure la figa, e appunto beach volley. Il bomber è quello che ha gli stessi riflessi sottorete di Darkone Pancev del periodo nerazzurro e la stessa eleganza di un camionista imbucato alla Prima della Scala. Ma è anche quello che ci tiene di più e non vuole perdere nemmeno un punto. Dispensa anche in questo caso consigli, mai richiesti, a compagni appena conosciuti. Tiene alto il morale dopo i primi due errori, ma poi comincia a non mantenere più la calma dopo i primi 5 “errori” di squadra “Prendila così…alzala meglio…quando schiacciano stai vicino alla rete che fai muro…no così no!”.

I compagni non vedano l’ora che la partita finisca: sono incentivati a vincere non tanto perché lui sia bravo a spronarli, ma perché in caso di sconfitta vorrebbero evitare quella parolina malefica: “Rivincita?”. L’opzione: “Bomber scusa sono stanco, chiama un altro” non viene contemplata. “Dai una…vogliamo la rivincita no?Ma poi che stanco?! Sei giovane…avessi la mia età e la mia pancia allora? E pensa che ieri sera sono tornato alle 5 sbronzo!”.

Non vale nemmeno l’opzione sentimentale: “La mia morosa si sarà chiesta dove sarò”. In realtà da vero esperto tu già prima di partire le hai comprato mille settimane enigmistiche, anche quelle del 2014, “Reazione a catena” e tutti i giornali di Sandro Mayer e Signorini che ti salveranno da rancori da spiaggia e litigi certi “E quindi? Cosa siamo andati a fare vacanze separati?” . Lui, il bomber vissuto questo lo sa e ti risponde: “Ma va…ma se sta prendendo il sole…goditi un pomeriggio di relax!”. Sì, relax. Con te che rompi le palle ogni minimo errore (secondo il tuo autorevolissimo parere) o se non ti alzo la palla “al punto giusto”, citazione di fantozziana memoria?

Poi c’è il bomber single. Sì pure lui non si perde una notizia di calciomercato, trova sempre una mezzoretta al giorno per ricoprirsi di unto e mettersi al sole a giocare a qualsiasi tipo di sport o sottospecie di movimento fisico. Però lui “lavora 24 ore su 24” per un solo obiettivo:

Il bomber single in vacanza ha lo stesso soprannome che l’Avvocato Agnelli diede a Boniek: “Bello di notte”. Effettivamente lui dà tutto o quasi quando il sole cala. C’è chi “ha il fisico” e il giorno dopo (attenzione, nessuno ha parlato di mattina) in spiaggia prosegue la sua opera di tampinaggio, stalkeraggio e via dicendo, trovando pretestuose persino le regole delle bocce (dai che ci risiamo). C’è chi invece si arena sotto l’ombrellone come una foca spiaggiata sull’asciugamano ancora umido dal giorno prima ed entra di fatto nella “stanza dello spirito e del tempo” per rigenerarsi in vista della nuova battaglia di notte.

Infine l’aperitivo in spiaggia. Per il bomber è un must. Se sei con amici ti spari dalle 2 alle 3 pinte di birra intervallate da una decina di sigarette che nemmeno Zeman in 45′ di Lugano-Sion. Se sei con la compagna di birra te ne scoli solo una perché “Amore non esagerare” e a quel punto non ha più senso proporle di fare un cruciverba. Se invece sei con una ragazza conosciuta sulla spiaggia o la sera prima opti per lo spritz o addirittura per un bicchiere di bianco il che non fa di te né un uomo colto né un tantomeno un uomo astemio. Piuttosto ringrazia il cielo per non aver trovato quella che “Ho più voglia di una granita”. E se poi l’aperitivo va bene magari non finisce nemmeno così:

 

 

 

 

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