Ma che bella questa Lega Pro!

Ma che bella questa Lega Pro!

Parma, Piacenza, Sambenedettese e Venezia daranno vita ad campionato che profuma quasi di Serie A.

“Ragass”, “fioi”. Sono tanti i modi con cui dare la scossa alla propria squadra. A quei colori che dipingono i cuori dei tifosi sino dai primi anni di vita, di partite allo stadio con padri o parenti che a quei novanta minuti rinuncerebbero a fatica. Indipendentemente dal campo, fregandosene della categoria. Che talvolta è parente lontana di quella dove fino a pochi anni prima si scrivevano pagine importanti.

La Serie D è un campionato tanto pazzo quanto complicato. Un campionato che si è trovato ad ospitare squadre con un passato di spessore, compagini che come amano ripetere i giornalisti meriterebbero “ben altri palcoscenici”. Lo sanno bene i piacentini, costretti da tre anni a navigare a vista tra i dilettanti dopo una fine che definire ingloriosa è riduttivo. Una dirigenza che abbandona una nave alla deriva, lo spettro degli avvoltoi pronti a spolpare quanto di poco era rimasto ed un fallimento annunciato che significò, nel 2012, campionato di Eccellenza.

Quattro anni per inseguire la Lega Pro. Una Lega Pro conquistata con sette giornate di anticipo, appena prima dello sbocciare della primavera. Mai nessuna squadra aveva toccato certe vette.

Quelle stesse vette inseguite ad una sessantina di chilometri da Piacenza. Se nel 1999, appena dopo la vittoria della Coppa UEFA, avessero detto ad un tifoso gialloblu che, a distanza di sedici anni, il Parma avrebbe giocato tra i dilettanti molto probabilmente sarebbe scoppiato a ridere. Ma il morbo del fallimento era in agguato, così come improbabili acquirenti che non avevano nemmeno i centesimi per il parcheggio. Solo un anno fa il Parma ansimava sul fondo della classifica certo della retrocessione in cadetteria, con un futuro però avvolto nella stessa nebbia della Pianura Padana. E’ servito un altro anno per uscire dall’inferno, per iniziare la scalata verso un purgatorio che, come per i rivali biancorossi, è soltanto il primo, lungo, passo verso tempi migliori.

C’è chi da quell’inferno è uscito dopo qualche anno, chi alla prima occasione. E chi l’ha fatto nel pomeriggio di ieri. Anche il Venezia infatti torna in Lega Pro. Una squadra che profuma ancora di serie A nonostante mille e più traversie che hanno colpito la squadra della Laguna.

Passati lontani che riaffiorano man mano, la prossima stagione tutta da riscrivere ed un destino che pare aver rovesciato, un po’ come Valtolina quel pomeriggio di chissà quanti anni fa, la rabbia per fallimenti e delusioni. Poco importa se si fanno chiamare “ragass” o “fioi”, ancora meno se sono servite lacrime e insulti.

Riesce difficile chiamare Lega Pro un torneo con Parma, Piacenza, Sambenedettese e Venezia. Serie C suonerebbe decisamente meglio. Con quella “C” a far rima con “caparbietà” e “coraggio”: doti vitali per tornare a sognare per davvero.

Articolo di: Nicolò Premoli

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