Mario Mandzukic, Il cavaliere oscuro

Mario Mandzukic, Il cavaliere oscuro

Ormai tutti si sono accorti dell’importanza di Mario per il gioco della Juventus. Non ha il volto né le maniere del campione patinato. In battaglia però, lo vuoi sempre al tuo fianco.

Al di là dei ruoli, delle caratteristiche tecniche e di quelle fisiche, esistono due sostanziali categorie di calciatori oggi: Quelli che si lamentano di ogni decisione o scelta tecnica e chiedono continui colloqui tra dirigenza e procuratore, e quelli che abbassano il testone facendo cambiare idea a chi li ha messi in discussione.

Prototipo della seconda specie è Mario Mandzukic. Il suo testone è così pesante e duro da non cedere di fronte a nessuna avversità. Deve fare il centravanti di riserva? Lo fa. Gli si chiede il lavoro sporco, la copertura e il dispiegamento totale sul fronte d’attacco? Nessun problema.

Allegri, noto per le richieste di cambio di ruolo ai suoi giocatori (vedi Pirlo al Milan), ha deciso a un tratto che il croato poteva essere ala. I suoi centimetri, i suoi chili e il suo gioco d’area di rigore, facevano suonare l’idea come una provocazione. E al momento suonava anche un po’ come una bella cazzata. Mario però che ha fatto in quel momento? Ha chiamato l’agente per chiedere il trasferimento? Ha battuto cassa? Ha interrotto i rapporti col suo allenatore?

No. Si è tirato su i calzettoni, ed è andato a tirare il carro. L’esplosione di Dybala e le visioni tattiche di Allegri, oggi giustamente celebrate, trovano ragion d’essere grazie alla professionalità e all’etica di questo armadio croato dalla faccia “brutta” e dai modi spicci. Citofonare Messi per chiarimenti.

Mario in fondo è già abituato a risolvere i problemi delle proprie squadre, e a raccogliere meno consensi rispetto al merito. Al Bayern ha saputo aggiungere al solito lavoro il gol che ha aperto la finale di Champions col Borussia nel 2013. Poi l’arrivo di Lewandowski lo ha messo sul mercato. All’Atletico, nella sua unica stagione, ha segnato 20 reti e consegnato la Supercoppa di Spagna ai Colchoneros nel derby col Real.

Non è da copertina, né da almanacchi il ragazzo di Slavonski Brod. Perché non buca il video, e non è centravanti da 50 gol all’anno. Per apprezzarlo devi vederlo sgomitare per una rimessa, rincorrere un’ala come Neymar o Messi, e mangiarsi l’erba per fare un metro in più, che in Champions potrebbe sempre risultare decisivo.

Oggi, e strameritatamente, il “talentissimo” Dybala rinnova in bianconero con cifre da Top Player, qual è ormai senza dubbio. Mister Allegri si gode i giornali di tutta Europa e gli attestati di stima da parte di colleghi, pubblico e critica.

Nell’ombra però emerge la dinoccolata sagoma di un’eroe oscuro, che lavora per il successo restando sempre in secondo piano. L’eroe che forse non tutti i Club hanno saputo meritarsi ma quello di cui avrebbero sempre bisogno, per citare con licenza il Batman cinematografico.

La Juve adesso lo sa e se lo tiene stretto. Sperando possa mettere sul campo il sacrificio giusto, nel momento decisivo.

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