“Spero che il Milan vinca la Champions” – tutte le gaffe nel mondo del calcio

“Spero che il Milan vinca la Champions” – tutte le gaffe nel mondo del calcio

L’altro giorno David Beckham, all’inaugurazione di un negozio Adidas a Dubai, si è reso protagonista di una clamorosa gaffe. A chi gli chiedesse una favorita per la vittoria finale della Champions, il 40enne inglese ha risposto: “Spero la vinca una tra Manchester United, Psg e Milan”. Peccato che il Milan quest’anno non partecipi alla massima competizione europea…

Non è certo la prima e nemmeno la più clamorosa delle gaffe nella storia del calcio. Vi proponiamo alcune delle più divertenti in assoluto.

Non può mancare l’inossidabile Trapattoni che più che altro si è reso protagonista di alcune celebri gaffe linguistiche del tipo: “Non compriamo uno qualunque per fare qualunquismo” oppure “Sia chiaro però che questo discorso resta circonciso tra noi”.

Storica anche quella di Nereo Rocco durante una trasferta in Francia. Un allenatore rivale lo accolse col classico: “Bonjour mon ami”. Rocco rispose con: “Mona a mi? Mona a ti e anca testa de gran casso!”

Arrigo Sacchi, nell’analizzare una squadra avversaria, lanciò la sua teoria: “Questo avversario è molto ostico e anche un po’ agnostico”.

Un altro ex allenatore, Pippo Marchioro, cadde proprio sui verbi: “Mi ricordo che esprisi, scusate, esprimetti la mia opinione”.

E’ presente anche Re Bobo Vieri in questa particolare raccolta. Gli chiesero della vicenda passaporti che toccò direttamente il suo compagno Recoba: “La vicenda passaporti? E io che ne so? Ieri però ho visto Recoba e gli ho chiesto: ma te ti chiami veramente Recoba?”. Investigatore.

Totò Schillaci, l’eroe di Italia ’90, lo ricorderemo tutti per la definizione che diede a sé stesso: “Certamente non ho un fisico da Bronzo di Rialto”. Storia e geografia cambiata in un nanosecondo.

Un altro vecchio bomber, “Spillo” Altobelli dopo una grande prestazione, si concesse alle dediche: “Devo ringraziare i miei genitori, ma in particolare mia madre e mio padre”. Inattaccabile.

Altre frasi meno note, ma particolarmente divertenti, hanno riempito prima che i nostri almanacchi, i nostri cuori: così ricordiamo il “Non vorrei dare alito a polemiche” di Massaro e il “Sono pienamente d’accordo a metà col mister” di Luigi Garzja. Fino al famoso “Kakà? Uno con quel nome non lo comprerei mai” di Luciano Moggi.

Negli ultimi anni si è molto parlato della gaffe del presidente della Figc Tavecchio, in quei giorni ancora tra i candidati: “L’Inghilterra individua i soggetti che entrano, se hanno professionalità per farli giocare . Noi, invece, diciamo che Opti Poba è venuto qua, che prima mangiava le banane, adesso gioca titolare nella Lazio. E va bene così.”.

Ancora Sacchi non se la cavò benissimo, scivolando forse involontariamente, sul tema razzismo: “L’Italia è ormai senza dignità né orgoglio perché fa giocare troppi stranieri anche nelle Primavere: nei nostri settori giovanili ci sono troppi giocatori di colore”. A difenderlo, a suo modo, ci pensò il suo allievo Carletto Ancelotti: “Arrigo ha molti nemici e molto onore”. Storico slogan fascista. Come buttare benzina sul fuoco.

Occhio alle gaffe da Twitter. Una delle ultime in ordine cronologico, quella di Angelo Ogbonna dopo il debutto in un Arsenal-West Ham 0-2: “Debutto epico in Premier League in uno stadio speciale come Wembley: quando la realtà supera i sogni! Che emozioni, che West Ham!“. Peccato che l’Arsenal giochi all’Emirates Stadium. Tweet cancellato e corretto. E poi meglio sbagliare fuori dal campo no?

Sempre dalla Premier League, ecco una gaffe sensazionale di Robinho il giorno della sua presentazione: “Sono qui perché il Chelsea ha fatto di tutto per prendermi e così ho accettato”.  Peccato fosse il primo giorno al Manchester City.

Sbagliano anche le emittenti televisive: la CNN una mattina dello scorso anno fece morire Pelè. Peccato che l’ex fuoriclasse brasiliano stesse viaggiando su un aereo Londra – New York. Immaginiamo che si sia toccato le palle, in mancanza di ferro.

Poteva mancare Vujadin Boskov? No. La più bella rimane l’accusa senza giri di parole a Perdomo: “Se sciolgo il mio cane in giardino, lui gioca meglio di Perdomo”. Poi la non lusinghiera rettifica: “Io non dire che mio cane gioca meglio di Perdomo. Io dire che lui potere giocare a calcio solo in parco di mia villa con mio cane”. Ma questa non è gaffe. Questa è storia.

Errare humanum est: ci siamo anche noi tra i distratti.

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Però su ragazzi, con la Cremaschi di mezzo, sarebbe stato difficile concentrarci unicamente sul piatto.

 

 

 

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