Il procuratore nel pallone

Il procuratore nel pallone

Marc Roger è stato per anni il Mino Raiola francese: sotto la sua procura sono finiti infatti giocatori del calibro di Thierry Henry, quel bomberone di Nicolas Anelka, Patrick Vieria, Laurent Blanc e Claude Makelele.
Da famoso procuratore a carcerato, il passo è breve come un rapporto con la Nargi. Il buon Roger ha infatti raggiunto il punto più basso della sua carriera quando nel 2008 è stato coinvolto nel fallimento della società sportiva Servette Football Club Genève 1890, nella quale ricopriva il ruolo di dirigente. Inquisito per falso in bilancio, Rogers è stato condannato a 18 anni di carcere. Oggi, all’età di 52 ha deciso di pubblicare un libro dove racconta gli aneddoti più interessanti della sua carriera.
Siamo nel 1996, semifinale di Champions tra Juventu e Nantes. A Torino, all’hotel Palace, Roger avrebbe incrociato a notte inoltrata “una bella bruna che entra e si dirige dritta all’ascensore” e avrebbe appreso dal cameriere che era la “call-girl” chiamata per rilassare gli arbitri della partita. Chi l’abbia chiamata è un mistero; il fatto che Roger abbia atteso pazientemente il suo turno fuori dalla stanza dell’arbitro, lo è già un pò meno.
Restando a Torino, l’ex procuratore racconta anche il retroscena della cessione di Zidane al Real Madrid. Secondo Roger, il Real propose una prima offerta di 67 milioni di euro e i Moggi, padre e figlio (Alessandro guidava la società GEA World, che si occupava di procure calcistiche), sapevano che sarebbe poi arrivato il rialzo di 7 milioni: “Grazie all’aumento artificioso del prezzo la Juve versò quindi una commissione al figlio nominato dal padre come mandatario dei bianconeri per l’operazione”. Circa dodici milioni in tutto.
Spostandoci in Spagna, abbiamo la conferma che spesso ad un calciatore non basta un mal di pancia per ottenere il traferimento: capita che si arrivi addirittura a danneggiare la propria auto. Roger racconta infatti come riuscì a liberare Makelele dal Celta Vigo per portarlo al Real Madrid: “Per forzare il Vigo, presentai denuncia in commissariato raccontando che i tifosi avevano preso di mira l’auto del giocatore, ma le sassate al parabrezza le avevo tirate io, con l’accordo di Makelele ovviamente”. Quando però io ho cercato di convincere i carabinieri che i danni che avevo procurato alla mia macchina la sera prima erano atti vandalici, mi hanno riso in faccia. Vi sembra un mondo giusto questo?
Sfoghi personali a parte, posso dirvi che l’ex procuratore di questi tempi sta tentando di rientrare nel mondo del calcio, precisamente in seconda divisione inglese, grazie ad un investitore russo.
Sembri l’uomo giusto, Marc. Ti aspettiamo qua da noi.

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