Quelle pazze idee estive: da Pluto Aldair a Vincenzo Iaquinta

Quelle pazze idee estive: da Pluto Aldair a Vincenzo Iaquinta

Lo sappiamo tutti: il caldo d’estate può fare male e spesso è la principale causa di veri e propri colpi di testa. Spesso i medici sconsigliano di uscire nelle ore più calde e invitano a bere molti liquidi (non alcolici) durante il giorno. Vi starete chiedendo se abbiamo affidato una delle nostre rubriche a Luciano Onder, vero? E invece no, questa premessa è necessaria per provare spiegare alcune delle “pazze idee” partorite da dirigenti di club nel periodo estivo. Idee da ombrellone chiuso, generate da una grave forma di insolazione e delle scottature annesse per mancanza di crema protettiva.

Ma andiamo con ordine. Una delle pagine più belle del calcio negli ultimi anni è quella del Murata, squadra sanmarinese, campione nel 2007 e 2008 del campionato nazionale della piccola repubblica di Titano. In quanto campioni nazionali, la squadra di San Marino, allora allenata dall’indimenticabile “Condor” Agostini, disponeva della chance di disputare i preliminari di Champions League. Il primo anno l’ingaggio del 41enne “Pluto” Aldair non bastò per superare il preliminare: i finlandesi del Tampere s’imposero 2-1 e fu inutile il gol di Cristian Protti (cugino di Igor). L’anno successivo il difensore ex Roma si spese in prima persona per convincere un amico a giocarsi con lui il sogno di mezza estate: battere il Göteborg e arrivare in Champions. L’amico di Aldair non era suo cognato o il vicino di casa. Era Romario. Troppo bello per essere vero, il Baixinho declinò gentilmente l’invito adducendo il motivo a gravi problemi familiari. Negli stessi giorni il Murata stava realmente facendo sul serio per un altro fuoriclasse. Non del pallone, ma della Formula 1. Michael Schumacher ottimo attaccante della Nazionale Piloti, con medie realizzative mostruose, attirò l’attenzione dei sanmarinesi. Sarebbe stata ovviamente anche un’operazione mediatica. Purtroppo Michael rifiutò, ma rimase piacevolmente sorpreso dalla proposta. Pazze idee estive.

Sempre da San Marino arrivano le proposte più allettanti. Quest’anno Andy Selva, il capitano de La Fiorita, convince a scendere in campo con la sua squadra Damiano Tommasi per le due gare contro il Vaduz, valevoli per i preliminari di Champions. Anche lui 41enne come Aldair ai tempi del Murata, anche lui ex romanista, anche lui finisce per cedere. Il sogno di mezza estate stavolta si realizza, “Vorrei che i miei figli mi vedessero giocare”, ma non basterà. Il Vaduz s’impone 5-0 all’andata e 5-1 al ritorno. Inutile l’unico gol nelle due partite proprio di Tommasi (oggi presidente dell’Assocalciatori).

Tra le pazze idee conseguenti ad una forte insolazione quella del Padova nell’estate del 2012: riportare a casa Alessandro Del Piero. Pinturicchio si era appena mollato con la Vecchia Signora tra la commozione generale e qualche pianto isterico. Lui fin da subito fu chiaro: “Non potrei mai giocare per un’altra squadra in Italia”. Eppure per qualche giorno le voci si inseguirono e l’idea di rivederlo nel campionato cadetto ad insegnare calcio non sembrò così remota. Una romantica follia, nulla di concreto. Nulla di più.

Dopo quella di Tommasi, sempre di quest’estate, un’altra “pazza idea”. Stavolta non c’entrano i preliminari di Champions, ma una nobile decaduta. Il Parma lascia la Serie A e prima ancora che sul campo, sui libri di tribunale. Il fallimento costringe i ducali a ripartire dalla Serie D: presidente l’ex mister dei miracoli Nevio Scala, dirigente Minotti e allenatore Apolloni. La notizia stavolta è datata 7 agosto 2015. Si accosta ai ducali il nome di un ex campione del Mondo, Vincenzo Iaquinta. Il problema è che l’ex Juve non gioca dal 29 aprile 2012, Inter-Cesena. In mezzo una serie infinita di guai fisici e di cattive dicerie sulla sua vita extrasportiva. Lui stesso, avvistato qualche giorno fa con famiglia a Lignano Sabbiadoro, si confessava: “Minotti mi ha proposto di tornare a giocare ma non sono convinto”. Caustica e sorpresa la risposta a queste voci di mercato del  mister Apolloni: “Ma perché? Gioca ancora?”. Pazze idee, non sono per tutti.

 

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