Secca, puntuale, decisiva: la falciata

Secca, puntuale, decisiva: la falciata

Sono sfinito. Faccio fatica persino a respirare. Sento i miei battiti in gola. Ho le mani sui fianchi, la salivazione azzerata. Sudo, ah se sudo. Quelle dannate goccioline di sudore sugli occhi mi mandano ai pazzi. Quanto manca cazzo? Diamine, non ce la faccio più. Quel piccoletto alto come un comodino mi sta facendo correre come un deficiente. Ed è entrato solo da poco più di 15 minuti. L’hanno messo apposta perché è bello fresco e con la sua velocità ci fa sudare come stronzi. Siamo in vantaggio 1-0 e stiamo subendo il loro forcing. Ma io non ce la faccio più.

Eccolo che arriva, ancora lui. Mi sta puntando. No, così no. Non possiamo subire gol, proprio ora, proprio adesso. NO.

Lo so già. Sento il boato del pubblico. Mezzo secondo dopo sento il fischio dell’arbitro. Lo so già. Lui è a terra, si rotola come fa un cane con le pulci. Urla, si lamenta. Quasi piange. “Deficiente, coglione”. Sì, lo so già. Tra le urla generali sento i passi dell’arbitro che sta venendo verso di me. Scorgo il suo completo nero avvicinarsi. Alzo la mano, non per chiedere scusa. No quello mai. Ho fatto bene, ho salvato la squadra. Alzo la mano come a dire: “lo so già arbitro. Lo so già”. Gli volte le spalle senza guardarlo. Vado verso l’entrata in campo, che per me ora è l’uscita. Sento una pacca sulla spalla di un compagno, sento anche un “grazie” sibilato.  Non rispondo, proseguo il mio cammino. Mi aspetta una bella doccia fredda e rigenerante.

Sì gli ho dato una stecca. L’ho scravato. L’ho abbattuto. Scegliete voi. E’ giovane, è rapido, è fresco. E’ pure spensierato. Ora, in questi pochi minuti che intercorrono da qui alla fine della “battaglia”, so che il ragazzo non punterà più l’uomo. So che non proverà più il tunnel. Gli ho tolto quella spensieratezza che aveva al momento di entrare in campo. L’ho intimorito. Sentirà ancora un po’ di dolore da qui alla fine. Fallo tattico? No non chiamatelo così. Toglie tutta la poesia. L’ho semplicemente falciato. Una secca, puntuale, decisiva falciata.

Nemmeno a dirlo: abbiamo vinto, quel ragazzino non ha più toccato palla ed è rimasto largo lontano dal gioco nel finale. Io mi sono preso 2 turni di squalifica, il mio mister è nero. Ma anche lui, sotto sotto, mi avrebbe ringraziato.

 

 

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