I 7 tipi di tifosi della Nazionale

I 7 tipi di tifosi della Nazionale

L’Europeo è ormai alle porte. Ci eravamo appena lasciati alle spalle insulti e polemiche in Serie A che è già giunto il momento di insultare e polemizzare con le avversarie. Davanti alle competizioni della nazionale però non siamo tutti uguali: ognuno vive l’appuntamento con la maglia azzurra a suo modo. Ecco con chi potreste trovarvi a dividere il divano o il tavolo al bar a partire dal dieci giugno.

IL DISINFORMATO – Ancora convinto che nella Francia giochi Zidane e che Shevchenko sia l’attaccante titolare del Milan, il disinformato rappresenta il tifoso occasionale che si ritrova a tifare la nazionale senza aver subito la tortura dei “Siiiii” di Trapattoni durante le qualificazioni. E che non ha visto mezza partita di Serie A negli ultimi cinque anni. Riempirà il gruppo di domande apparentemente senza senso protestando vivacemente per la mancata convocazione di Zambrotta.

LA RAGAZZA – Costretta con la forza o ben felice di tracannare un paio di medie davanti alla televisione, la ragazza è una figura piuttosto controversa in occasione delle partite della nazionale. Spesso del tutto ignara di convocazioni, schemi di Conte e meteorismi calcistici vari potrà talvolta dimostrarsi come la tifosa più esagitata dell’intera tavolata. In altri casi sarà invece intenta a ricercare “quel figo di Marchisio” chiedendo a più riprese i motivi dietro la mancata convocazione.

IL TIFOSO – C’è chi sostiene che le partite della nazionale rappresentino l’unico momento in cui siamo veramente uniti. Una credenza tanto romantica quanto erronea. Perché anche davanti alla nazionale c’è chi non si dimentica di essere juventino o milanista. Ed ecco allora che partono frecciatine capaci anche di rompere la tregua tra chi fino ad una settimana prima era pronto a scannarsi davanti a Diretta Gol.

IL “MA POTREI GIOCARE ANCH’IO” – Una frase che riesce a fare più scalpore di “ho la casa libera”, solitamente viene pronunciata da chi ha più sigarette nel taschino che presenze in terza categoria. Il “ma potrei giocare anch’io” è fermamente convinto di poter difendere meglio di Ogbonna ed impostare il gioco meglio di Montolivo. Il problema non è tanto legato alla sua arroganza quanto al fatto che probabilmente potrebbe davvero giocare meglio.

L’ORGANIZZATO – Mancano meno di tre settimane agli Europei? L’organizzato è già pronto da Ferragosto dell’anno scorso. Le birre sono già in fresca, quintali di patatine sono nella credenza pronte ad essere sbriciolate in giro per la casa. Ben prima della lista dei convocati, è uscita la lista degli invitati a casa sua ma, nel 90% dei casi, darà buca clamorosamente all’ultimo costringendovi alla ricerca di un bar a dieci minuti dal fischio d’inizio.

IL GUFO – Evidentemente nato da papà tedesco e mamma francese durante una vacanza a Rimini, quando il gufo si ritrova a dividere lo stesso divano o lo stesso tavolo del bar con una truppa di italiani veraci potrà ritrovarsi faccia a faccia con due destini: insultato perché se ne sta zitto e non tifa, insultato ancora di più al primo “Eh ma la Germania è più forte”. Almeno però, sentendosi in colpa, talvolta offre da bere: tenetevelo stretto.

IL CT – Un grande classico che non conosce crisi. Perché l’Italia è paese di poeti, navigatori ma soprattutto CT. Da Football Manager o da tribuna poco importa. Il tifoso italiano è sempre pronto a contestare qualsiasi scelta operata dall’allenatore della nazionale. Anche se non ci fossero alternative. Per novanta minuti, ad ogni passaggio, ad ogni tiro, avrà sempre qualcosa da dire.

Articolo di: Nicolò Premoli

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