Valentino Rossi, il vincitore senza corona

Valentino Rossi, il vincitore senza corona

Ci abbiamo davvero creduto. Quando ci siamo seduti sul divano, puntuali alle ore 14, abbiamo veramente creduto al miracolo. Preferivamo sentire il nostro cuore, anziché dar retta alla ragione. Un po’ come fanno gli innamorati.

Ci siamo seduti su quel divano perché consci delle emozioni che anche oggi ci avresti regalato. E anche oggi non hai tradito la nostra attesa. Però il tuo ennesimo show stavolta non è bastato.

Avremmo dovuto dar retta subito alla ragione: in realtà, il MotoGP di Valencia era già scritto. L’epilogo era più scontato di quello di una dozzinale telenovela sudamericana. Quando il Tas giovedì ha respinto il reclamo di Valentino Rossi per i tre punti di penalizzazione sulla patente, che di fatto lo consegnavano all’ultimo posto sulla griglia di partenza, si è deciso il Motomondiale.

Non ho utilizzato il termine telenovela a caso. Purtroppo tra Vale e Lorenzo, a cui vanno riconosciuti i meriti perché chi vince ha sempre ragione, si è inserito un terzo incomodo. Cosa sia passato per la mente di Marquez negli ultimi gran premi è e sarà per sempre un mistero per noi spettatori. Oggi si è avuta la conferma di quella terribile sensazione che si era fatto Valentino alla vigilia della Malesia: Marquez ha deciso che il Mondiale non avrebbe dovuto vincerlo Rossi. Un comportamento che di fatto ammazza il senso del termine sport. Lo sport è una competizione, aspra, cruda, ma leale. Non scorretta. Non finalizzata a far perdere un rivale.

Valentino Rossi è riuscito oggi in un’impresa al limite dell’impossibile: è arrivato a piedi del podio partendo per ultimo. Ma non è bastato perché là davanti Lorenzo è stato di fatto scortato verso la vittoria dallo scudiero Marquez. Noi, ripetendo un celebre tormentone mourinhano, vorremmo chiedere semplicemente: perché? Marc perché in Malesia sei stato protagonista di un duello rusticano con Valentino con tanto di 14 sorpassi e oggi non hai tentato nemmeno un affondo su Lorenzo? Perché quando nell’ultimo giro Pedrosa ti ha superato, tu quasi lo hai sbattuto fuori per mantenere un secondo posto e niente più? Perché non hai provato a superare un rivale (Lorenzo gareggia con la Yamaha e tu con la Honda) e, per giunta, quando lui rallentava tu rallentavi? Perché questo astio, ormai innegabile, nei confronti di Rossi? Forse Marc, un giorno arriverai a vincere 10 titoli mondiali. Sei giovane, hai talento e hai tanto tempo davanti. Tutto quel tempo non lo ha a disposizione quel monumento di questo sport che è Valentino Rossi.

Valentino Rossi che è stato accolto con un’ovazione da parte di tutti i team a fine gara, tributato di applausi sinceri anche dagli spettatori spagnoli che, come tutti noi, avrebbero voluto assistere ad una gara reale. Marc, forse arriverai a vincere più di Rossi, ma non sarai mai amato dalla gente come la gente ama Vale. Che ti piaccia o no Marc, lui è e sarà sempre una leggenda delle due ruote. Con 9 o con 10 titoli mondiali. Il mondo lo sa chi è il migliore. E non sarai tu a cambiare le cose. Ti auguriamo di arrivare a giocarti da protagonista un titolo a 36 anni. E ti auguriamo quel giorno di trovare un altro sbarbatello anti-sportivo che rovinerà i tuoi piani con la tua stessa prepotenza e la tua stessa sfacciataggine.

Questa stagione può essere la benzina nella moto di Vale per il 2016. Sappiamo già che lo ritroveremo con la bava alla bocca, con gli occhi spiritati e una voglia matta di mettere in riga quei ragazzini che, ancora oggi, impegnano una fatica immensa per riuscire a batterlo. Un trentaseienne (l’anno prossimo 37) che sfiderà ancora una volta l’impossibile: mettersi alle spalle giovani piloti di talento. Noi ci crediamo. Perché noi vogliamo continuare a dar retta al nostro cuore.

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Non avrai la corona in testa Vale, ma i vincitori non sempre la indossano.

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