WALTER SAMUEL, UNO SGUARDO OLTRE IL MURO

WALTER SAMUEL, UNO SGUARDO OLTRE IL MURO

La stagione 2015-2016 ha deciso, prima di essere archiviata definitivamente, di portare via con sé alcuni dei giocatori che hanno fatto la storia recente del calcio mondiale. L’età del resto non guarda di certo in faccia nessuno, poco importa del palmarès, del conto in banca o della carriera, prima o poi il “mi chiamo fuori” tocca a tutti. Tra quelli che l’hanno annunciato quest’anno c’è Walter Adrian Samuel, 38 anni anni compiuti lo scorso marzo. Il centrale argentino è stato sicuramente uno dei difensori più forti del primo decennio 2000, vincendo praticamente tutto ciò che un giocatore può desiderare di vincere con la maglia di un club. Prima col Boca (2 campionati e 1 Coppa Libertadores), poi con Roma (Scudetto e Supercoppa) e Real Madrid (capitando in quella che è stata l’annata più sfortunata per i Blancos in quel periodo) e infine con Inter (5 Scudetti, 3 Coppe Italia, 4 Supercoppe e 1 Champions League) e Basilea (2 Campionati). Un curriculum da far invidia e far sbiancare qualsiasi avversario, un po’ come quando gli attaccanti si trovavano faccia a faccia con l’ex Boca e sapevano che di certo sarebbe finita male. ‘The Wall’: mai soprannome fu più azzeccato. Una vita passata a costruire barriere e muri inattaccabili davanti alla propria porta, ostacoli insuperabili per avversari, fortezze sicure per i portieri. La faccia brutta, come quelle che per tanti anni abbiamo visto nel nostro campionato e che ormai scarseggiano, di chi non ha paura di mettere la gamba, la testa, il petto o qualsiasi altra parte del corpo pur di non far passare l’avversario: poco importa se poi si riesce a colpire effettivamente la palla, conta il risultato. E di risultati positivi sicuramente Samuel ne ha ottenuti tanti. Basti pensare al periodo con l’Inter, quell’Inter di cui diventa subito leader e che costruisce proprio sulle fondamenta gettate dal duo Lucio-Samuel, che come due novelli Bud Spencer e Terence Hill proteggono Julio Cesar con le buone e con le cattive maniere contro ogni avversario, quel magnifico capolavoro architettonico che è la famosa Inter di Mourinho e del Triplete. Eppure quel muro non è stato sempre perfetto, col tempo qualche crepa e qualche spaccatura si sono create, ma di certo non è mai crollato. Perché nonostante gli acciacchi e gli infortuni, Walter Samuel ha continuato a buttare sangue e sudore in campo, per le sue squadre e per i suoi tifosi, come il guerriero che è sempre stato, anche quando si trattava di andare in area avversaria a staccare di testa per buttarla dentro. Una carriera da guerriero che finisce in Svizzera con la maglia del Basilea dove il difensore argentino ha deciso di deporre le armi e godersi finalmente un meritato riposo dopo anni di battaglie. Cosa resterà di Walter Samuel? Il ricordo di un grandissimo difensore, un muro insuperabile, di quelli che ormai non fanno più. Cari attaccanti, quel muro, colpito sì dagli anni e dalle botte, però non è crollato. Quel muro non si è sbriciolato. Quel muro è rimasto in piedi, per 20 anni, poco importa se in Argentina, Italia, Spagna o Svizzera. Quel muro ora ha semplicemente deciso che è tempo di spostarsi. Del resto probabilmente era questo l’unico modo affinché si riuscisse a passare dinanzi al “Muro” Walter Samuel. 

Articolo di: Alessio Nicotra
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