I precursori del bomberismo: capitolo primo, EZIO VENDRAME

I precursori del bomberismo: capitolo primo, EZIO VENDRAME

Quando giocava nel Padova in Serie C, durante una partita a dir suo combinata, sullo 0-0 seminò l’intera squadra avversaria in dribbling, superato il portiere f…

Lo abbiamo già ripetuto tante volte. Ma per i neofiti della pagina, per i nuovi arruolati del bomberismo, il concetto di “bomber” non sempre è chiaro da comprendere.
Il BOMBERISMO è appunto quell’insieme di doti che ti rende BOMBER, indipendentemente dal fatto che il soggetto in causa sia un calciatore o meno. 
Caratteristica fondamentale di un bomber è la forte personalità: sicurezza, sfrontatezza, strafottenza, concetto di superiorità intrinseca nel proprio ego. 
Altra precisazione non meno importante: un bomber ha sempre ragione e non sbaglia mai. Possono sbagliare i suoi compagni, lui in questo caso è pronto a perdonarli. Un bomber crede di essere leader, ma quasi sempre è malsopportanto. Un bomber sa di non essere un esempio da seguire, per lui questo è un vanto. Lui è unico.
La storia è piena di “bomber”: quelli di provincia, ma anche quelli internazionali. Infatti ci sono stati calciatori, talmente forti, che nonostante non avessero voglia di allenarsi e fossero agli antipodi del professionismo, hanno fatto un’ottima carriera col solito tormentone come rimpianto <<Se avesse avuto la testa a posto>>
Noi nella nostra rubrica tratteremo questi personaggi. Iniziamo da un grandissimo del passato, Ezio Vendrame. Un genio, il “Gerge Best” italiano.

Ezio Vendrame: talento e strafottenza, classe e aria da hippie. L’allora presidente della Juve, Boniperti, lo paragonò per qualità a Kempes. Tantissime le vicende narrate sul suo conto… 

A Vicenza ad esempio, durante un contropiede, si fermò con entrambi i piedi sul pallone, con davanti solo l’area avversaria sguarnita, e fece finta di scrutare l’orizzonte…..

Quando giocava nel Padova in Serie C, durante una partita a dir suo combinata, sullo 0-0 seminò l’intera squadra avversaria in dribbling, superato il portiere fece finta di tirare ma, una volta sulla riga di porta, tornò indietro <<Così l’emozione era salva>> raccontò in seguito Vendrame nel suo libro Se mi mandi in tribuna godo (titolo da megabomber). In quell’occasione, un tifoso presente in tribuna morì d’infarto e in seguito lui rispose quasi stizzito: <<Perchè un debole di cuore viene a vedermi giocare?>>.

Ma l’episodio che spiega in modo migliore il carattere del personaggio è un altro: sempre a Padova. Prima di una partita contro l’Udinese, la sua ex squadra in corsa per la promozione in Serie B, gli venne proposto di giocare male in cambio di un premio in denaro. In quel periodo il Padova era in cattive acque finanziare e i giocatori venivano pagati con i “premi minimi” stabiliti dalla FIGC: 22 mila lire a punto. L’emissario dei friulani gli propose 7 milioni di lire per la sua “prestazione scadente”. Vendrame sempre nel suo libro rivelò di aver accettato l’accordo: <<Avevo già giocato male molto volte…e gratis>>. Ma il giorno della partita, cambiò idea: il pubblico friulano fischiò sonoramente il suo nome annunciato dagli autoparlanti e lui decise di <<…punire quel pubblico di ingrati. Vadano affanculo loro e i 7 milioni, viva le 44 mila lire>>. Il Padova vinse 3-2 quella partita con doppietta di Vendrame: Il suo secondo gol è una perla che rimarrà nella storia del bomberismo: prima di battere un calcio d’angolo, si soffiò il naso sulla bandierina, poi si rivolse al pubblico avversario che lo insultava e con i gesti fece capire che avrebbe segnato direttamente da lì. E così avvenne. 
 
Raccontò una volta smesso che provò un grande rammarico quando fece un tunnel a Rivera, suo idolo. Pensava di avergli mancato di rispetto. Infine ha dichiarato più volte, senza problemi, che lui giocava solo per soldi e del resto non gli importava nulla. 

Admin Riccardo

 

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