I precursori del bomberismo: capitolo quinto, ROBIN FRIDAY

I precursori del bomberismo: capitolo quinto, ROBIN FRIDAY

Un giorno l’Hayes inizia una partita in 10: nessuno sa dove sia Robin, anche se qualcuno lo immagina. E’ al pub dello stadio, completamente ubriaco, e quando ra…

 
Robin Friday, il più forte calciatore che non avete mai visto. Donnaiolo e alcolizzato, svogliato ma di talento. Un talento superbo. Uno dei precursori del bomberismo in Inghilterra, la patria del football, è stato sicuramente Robin Friday.

Calciatore che non giocò mai nella massima serie né in Nazionale, ma solo perché si bruciò troppo presto un talento da predestinato. La sua storia ripercorre, nelle categorie minori, quella di Best e Gascoigne.

Nasce nel 1952 ad Acton, periferia ovest di Londra, un quartiere piuttosto difficile. A 10 anni è capace di palleggiare con un’arancia e a 14 anni comincia a mostrare il suo talento nei giovanissimi del Chelsea. Robinha talento da vendere, ma non ascolta nessuno e in campo odia avversari e compagni. A 15 anni molla la scuola e comincia a drogarsi. A 16 sempre durante la militanza nei Blues viene sorpreso mentre tentava di rubare un’autoradio; finisce in riformatorio per 14 mesi ottenendo però la possibilità di allenarsi col Reading.

Scontata la pena, torna nel suo quartiere dove conosce una ragazza di colore (Maxine) e la mette incinta: allora l’unione tra bianchi e neri non era vista bene nemmeno in una città aperta come Londra. I semidilettanti del Walthamston Avenue credono nelle sue potenzialità e gli offrono uno stipendio di 10 sterline a settimana (trovandogli inoltre un lavoro da asfaltista). In questo periodo subisce aggressioni nei pub (una seconda casa per lui) per via della moglie di colore.
La società dell’Hayes, appena distrutta da una sua doppietta, nell’inverno del 1971 gli offre un contratto da 30 sterline a partita. Robin accetta. Ma succede altro nella sua tormentata vita…..

Poco dopo aver firmato il nuovo contratto Friday rischia la vita: cade da un tetto su un largo palo che gli perfora la natica e gli sfiora un polmone. Guarisce e torna in campo, alla sua maniera.

Un giorno l’Hayes inizia una partita in 10: nessuno sa dove sia Robin, anche se qualcuno lo immagina. E’ al pub dello stadio, completamente ubriaco, e quando raggiunge i compagni e fa il suo ingresso in campo passano una decina di minuti circa. E’ completamente fradicio e vaga come un fantasma per il campo, inducendo gli avversari a ignorarlo. Errore fatale: a pochi minuti dalla fine, approfittando della libertà concessagli, raccoglie un lancio e segna il gol della vittoria per la sua squadra.

Anche quando è svogliato o addirittura sbronzo, Robin è una spanna sopra tutti. Nel 1974 Friday colpisce in senso positivo l’allenatore del Reading, Charlie Hurley. Nonostante Hurley sappia tutto sulle intemperanze del folle britannico (stagione record con sette espulsioni, nonostante sia un attaccante…), decide di dargli una possibilità.

Per tre stagioni consecutive è capocannoniere del club nonostante le folli notti trascorse in quel periodo in preda di alcool, LSD e heavy metal a tutto volume.
Durante una partita vede un tifoso arrivare con una pinta di birra: nel bel mezzo di un’azione scavalca la recinzione e va a strappargli il bicchiere per berne un sorso. In un’altra partita riceve un pallone di spalle alla porta, stoppa la palla e in rovesciata trafigge il portiere avversario: in quel momento gli si avvicina l’arbitro che gli rivela di non aver mai visto una cosa del genere in campo. Lui gli risponde così: <<Davvero?Dovresti venirmi a vedere più spesso>>.
Quando il Reading viene promosso in terza divisione, durante i festeggiamenti bacia un poliziotto: <<Lo avevo visto serio, ma era il momento di festeggiare. Sono pentito di averlo fatto, io odio i poliziotti>>.

La vita privata di Friday è ancora più turbolenta. Lasciata (e cornificata più volte) Maxime, Robin si sposa con Liza, ragazza di Reading. Celebre l’aneddoto del giorno del matrimonio in cui Robin fuma uno spinello sui gradoni della chiesa. Il matrimonio finisce in delirio: tutti gli ospiti in preda ad alcol e droga rubano i regali degli sposi.

Il Cardiff City, di seconda divisione, spende per lui 28 mila sterline. Il giorno prima dell’esordio, Robin si scola qualcosa come dodici pinte: l’avversario è il Fulham di Bobby Moore ex pilastro della difesa della Nazionale. Ebbene, Robin in quella partita ridicolizza Moore in due modi: segna due reti e gli strizza i testicoli come a dire: <<Me ne frego di chi sei tu>>. Il periodo al Cardiff è intenso: scazzottate e litigi con mister e compagni praticamente ogni giorno. Ma rimane celebre un altro aneddoto in campo del fenomenale Friday. Durante Cardiff-Luton l’attaccante del Cardiff si scontra col portiere avversario e gli rifila una pedata. Una volta ammonito decide di scusarsi, ma il portiere non gli concede la pace. Così nell’azione seguente, Friday ruba un pallone, lo punta e lo mette a sedere. Festeggia con il gesto delle V (che sta per vaffanculo, una specie di dito medio per gli inglesi). L’immagine diventa copertina del singolo “The Man Don’t Give A Fuck” dei Super Furry Animals.

Il Cardiff si salva ma la stagione successiva le cose vanno ancora peggio, sia per il club che per lo stesso Robin: nell’estate si ammala di un misterioso virus che gli fa perdere oltre 10 chili e lo tiene lontano dai campi per tre mesi. Quando rientra l’avversario è il Brighton & Hove Albion, e il suo rivale diretto è lo stopper Mark Lawrenson, che non risparmia entrate al limite del regolamento. La cosa frustra talmente Friday che alla prima occasione, su un intervento in scivolata del rivale, lo salta e lo colpisce con un calcio in pieno volto.
E’ ovviamente espulso, ma anziché raggiungere il suo spogliatoio raggiunge quello dei rivali, trova la borsa di Lawrenson e decide di riempirgliela con le proprie feci.
Il Cardiff in 10 e già ultimo in classifica perde 4 a 0 e Andrews, l’allenatore che aveva creduto di poterlo capire, getta la spugna e lo scarica: Friday finisce praticamente fuori squadra e a fine anno annuncia il suo clamoroso ritiro. <<Ne ho abbastanza di sentire persone dirmi cosa devo o non devo fare>>, dice al manager del club, che non fa nulla per trattenerlo: così la stagione 1977/78, la quinta da professionista, è l’ultima da calciatore per Robin Friday. Si ritira a soli 25 anni.

E muore a soli 38 anni per un’overdose. Viene eletto “Calciatore del Millennio” del Reading nonostante le sue uniche 3 stagioni e mezzo giocate.

<< Sul campo odio tutti gli avversari. Non mi importa niente di nessuno. La gente pensa che sono pazzo, lunatico. Io sono un vincente>> . Robin Friday, il più forte giocatore che non avete mai visto.

Admin Riccardo

FONTI: dodicesimouomo.net
sportpeople.net

1 commenti

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  1. filds89 - 2 anni fa

    Complimenti, bell’articolo! Ne abbiamo parlato anche noi sul nostro sito: http://www.epicfootball.org/2014/03/robin-friday-storia-altro-best.html . Fateci un salto se vi va!

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