I precursori del bomberismo: EDMUNDO, O’ ANIMAL

I precursori del bomberismo: EDMUNDO, O’ ANIMAL

…Celebre per le sue avventure fuori dal campo: di lui si ricorda una goliardata che ha fatto imbufalire le associazioni animaliste. Per il compleanno del figl…

<<Ero più forte di Ronaldo. Romario sì, era meglio di me. Zico, Rivelino…molti giocatori hanno fatto meglio di me. Ma Ronaldo, senza bestemmiare, credo proprio di no>>. Musica e parole di Edmundo Alves de Souza Neto, meglio conosciuto come Edmundo.

Edmundo nasce a Niteroi il 2 aprile 1971. Inizia la sua carriera nel Marine Futebol, per poi passare alle giovanili del Vasco da Gama prima e del Botafogo poi. Torna nel Vasco da Gama col quale esordisce nel campionato carioca nel 1992. Segna poi qualcosa come 74 reti in 180 presenze con la maglia del Palmeiras, ma è sempre con il Vasco da Gama (squadra che sceglierà come avversaria il giorno della sua partita d’addio nel 2012…4 anni dopo il suo ritiro!) che polverizza una serie di record (29 reti in 26 partite nel 1997, 6 gol in una sola partita e gol più veloce della storia del campionato: dopo soli 27 secondi dal via) meritandosi il soprannome di O’ Animal, che in brasiliano non è un’offesa: significa letteralmente “atleta di forza bestiale”, anche se in futuro ci si renderà conto di quanto il suo soprannome sia azzeccato per i suoi comportamenti fuori dalle righe…

Nel 1994 salta il Mondiale con la Seleçao a causa della sospensione ricevuta dal Palmeiras per l’eccessivo egoismo in campo. Nel 1995 spaccherà una telecamera dopo aver sbagliato un rigore in Coppa Libertadores. Il 1995 è un anno con un epilogo tragico per Edi: causa un incidente stradale nel quale perdono la vita 3 persone (tra cui la ragazza che viaggiava con lui). Viene condannato a 4 anni e mezzo di reclusione nel 1999. Nonostante il dramma dell’incidente, Edmundo non migliorò mai le sue prestazioni al volante: nella sua vita i punti persi alla patente (219) supereranno i gol segnati in carriera (197). Nel 1997 firma da protagonista la vittoria della Coppa America: gioca in finale al posto dell’infortunato Romario, segna in netto fuorigioco un gol nel 3-1 finale e rifila un bel gancio sinistro al boliviano Luis Cristaldo (non visto e quindi non sanzionato dall’arbitro Nieves). E’ il primo successo della storia del Brasile nella Coppa America fuori dai propri confini. L’anno seguente prende parte alla spedizione per il Mondiale 1998: viene preferito al “Baixinho” Romario.

<<S’infortunò Romario prima del torneo e io pensavo a quel punto di essere il titolare>>. Invece Zagalo preferì l’attempato Bebeto al fianco di Ronaldo. Edmundo gioca solo uno spezzone contro il Marocco prima della finalissima contro la Francia di Zinedine Zidane.
Sono le due e mezza del 12 luglio 1998. <<Fui il primo a vedere. Stavamo in stanze attigue, separate solo da una porta. Mi alzai da tavola dopo il pranzo per andare in bagno. In quel momento attraverso la porta aperta vidi Ronaldo con le convulsioni. Era sdraiato e Roberto Carlos era sul letto a fianco con la tv accesa. Aveva le cuffie e non si era accorto di niente. Ronaldo era viola, con la bava alla bocca e il corpo che si contraeva. Uscii di corsa a cercare il medico, che stava in un’altra parte dell’albergo. Tornai ancora di corsa e insieme a Cesar Sampaio riuscii a toglierli la lingua dalla gola per farlo respirare. Quando arrivarono i medici, l’immagine non era più così scioccante. Zagallo e Lidio Toledo accorsero molto dopo, per questo lo fecero giocare lo stesso in finale: non videro come stava prima>> Così Edmundo spiega il momento in cui si accorge del malore di Ronaldo.

A quel punto Edi era sicuro di giocare: <<All’ora di merenda si presentò Ronaldo, faccia triste e bassa. Uscì in giardino per parlare al telefono. Leonardo richiamò l’attenzione dei medici “Questo ragazzo chiaramente non sta bene”. Durante la lezione tattica, Ronaldo non si vide. Era all’ospedale. Zagalo ci spiegò l’aneddoto del 1962, quando Pelè non potè giocare e fu sostituito da Amarildo. Il Brasile vinse lo stesso. Zagalo a quel punto mi disse: “Edmundo questa è la tua occasione”. Allo stadio, ci raggiunse a sorpresa un sorridente Ronaldo: “Gioco. Dov’è la mia roba?Devo giocare”. Zagalo si riunì con lo staff tecnico e sanitario. Poi mi guardò e disse: “Mi dispiace Edmundo, abbi pazienza…”. Vabbè…>>. Edi entrò solo al 75’ quando i transalpini conducevano già 2-0 e Ronaldo si trascinava in campo come un fantasma.

A gennaio del 1998, la Fiorentina cerca un fuoriclasse da affiancare a Batistuta per sostituire Flachi. Per 13 miliardi di lire, arriva per la prima volta in Europa Edmundo. L’8 gennaio Piazza Savonarola è gremita e lui esalta i suoi nuovi tifosi: <<Segnerò più di Ronaldo>>. In futuro Edi aggiunge: <<Il Vasco mi vendette alla Fiorentina dopo la Coppa America, con l’accordo di cedermi solo alla fine dell’anno solare. Chiesi di mettere nel contratto una clausola che mi permetteva di tornare in Brasile per il Carnevale e la Viola accettò. Mi concedevano tutto, ma poi ad una settimana dal Carnevale mi ritrovai in panchina. E Malesani mi aveva detto che sarei diventato titolare. Non sopporto chi non mantiene le parole. Era solo un caso che fosse la settimana precedente al Carnevale>>. Parte per Rio e una volta in Brasile rilascia dichiarazioni forti: <<Sono un campione, la Fiorentina non può trattarmi così. Nemmeno ad 8 anni stavo in panchina>>. Il 16 marzo 1998 torna in Italia e si dice pentito: <<Scusate dovevo risolvere una situazione seria>> L’incidente di qualche anno prima?Il feeling con Malesani non sboccia comunque, a fine anno Cecchi Gori affida la panchina a Giovanni Trapattoni. Trapattoni parla subito chiaro con Edmundo, gli dice di credere in lui. Allora il brasiliano accetta la corte del nuovo tecnico e si rivolge alla società: <<Dato che Batistuta e Rui Costa prendono molto più di me, voglio l’aumento>>.

La prima parte della stagione per i viola è impressionante: sono campioni d’inverno e il tridente Rui Costa-Batistuta-Edmundo incanta. Nonostante l’infortunio accorso a Batistuta, Edmundo nel mese di febbraio fa valere la sua clausola del carnevale: non resiste alla tentazione di carri allegorici, fiumi di birra e danzatrici di samba mezze nude. I cronisti lo accolgono all’aeroporto e lui li insulta. Il tormentone di quel mese, lanciato da un’edizione de “La Repubblica” diventa: “Edmundo al carnevale e Batistuta all’ospedale”. Con soli 3 punti in 4 partite, i viola daranno l’addio ai sogni di scudetto. Trap in futuro rivelerà le discussioni con O’ Animal di notte nella sua camera d’albergo, nel tentativo di fargli cambiare registro…tutto inutile.

Rapporto incrinato con la Fiorentina, torna in patria sempre con la divisa del Vasco da Gama. Dopo una stagione nelle file del Santos, il Napoli di Corbelli lo acquista nel mercato di gennaio, insieme ad un altro giovane brasiliano: Amauri. Ventimila persone lo accolgono al San Paolo come il nuovo Maradona. Moriero dopo un gol gli lustra gli scarpini come fece tempo addietro col Fenomeno Ronaldo in nerazzurro. Ma la stagione del Napoli è una catastrofe: terminerà addirittura con la retrocessione. Lui segna solo 4 gol. Napoli si ricorda di lui per una rissa in allenamento col portiere Mondini e col “vaffa” in mondovisione nei confronti di Mondonico dopo un cambio. Ma anche per un sincero pianto dopo il suo inutile gol al 90° contro l’ex Fiorentina: non serve a nulla, il Napoli retrocede. E lui torna in Brasile.

Dopo una breve esperienza, porta le sue valigie e le sue bizze in Asia e precisamente in Giappone. Conclude prematuramente la sua carriera nel 2008: è talmente grande la delusione dopo un rigore fallito in Coppa di Brasile col Vasco da Gama che anticipa il ritiro che aveva programmato per il 2009.

Celebre per le sue avventure fuori dal campo: di lui si ricorda una goliardata che ha fatto imbufalire le associazioni animaliste. Per il compleanno del figlio ingaggiò illegalmente un circo a domicilio: guest star della serata uno scimpanzé costretto a ingerire litri di birra e whiskey (con tanto di foto in posa). Essendo poco incline all’alcool, lo scimpanzé visibilmente ubriaco, venne poi cacciato dal padrone di casa Edi.

Nonostante il suo carattere spigoloso e le sue scappate in Brasile nei momenti topici, Edmundo rimane comunque uno dei giocatori più amati dalla tifoseria viola e anche da quella napoletana. Un vero bomber, dentro e fuori dal campo. 

Fonti: www.fantagazzetta.com/rubiche/edmundo
www.calciobidoni.it
www.gazzetta.it

Admin Riccardo

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