Il giorno del calcetto (tratto da una storia vera).

Il giorno del calcetto (tratto da una storia vera).

Calzini rigorosamente bianchi di spugna con scritto Adidox, scarpe da calcetto Reebok terribilmente consumate in punta, fascetta completamente inutile per tener…

E’ il momento della settimana che aspetti di più. Quando apri l’armadio e guardi la collezione di magliette rigorosamente tarocche, ti senti Russel Crowe ne “Il Gladiatore”. Le fai passare una per una: quella di Stefan Schwoch del Venezia, di Pippo Maniero del Verona, di Dario Hubner del Brescia, di Massimo Maccarone del Siena, di Michele Paolucci del Catania e così via…E più fai passare le magliette, più i ricordi ti assalgono. Come la scelta di un pacco in Affari Tuoi, senti salire la tensione. Poi finalmente ti si illuminano gli occhi, come quella prima volta che te ne innamorasti e decidesti di spendere 10 mila lire per appropriartene. E’ il tuo momento bella, ti avevo dimenticato. La rispolveri, la tieni in mano come una reliquia: oggi tocca a te, maglia numero 7 di Hidetoshi Nakata (Perugia ’98-’99).

Anche la scelta dei pantaloncini non è mai banale. Macron, Legea, Champion…passa un po’ di tutto tra le tue mani. Non stai minimamente a pensare se il colore si sposa con quello della tua maglietta. Alla fine ne scegli uno a caso, dopo un paio di minuti di riflessione.

Calzini rigorosamente bianchi di spugna con scritto Adidox, scarpe da calcetto Reebok terribilmente consumate in punta, fascetta completamente inutile per tenere alti sulla fronte (già irrimediabilmente stempiata) quei 4 capelli che ti sono rimasti. Sei pronto, metti i ricambi nel borsone, il primo e unico che comprasti qualche anno fa, con scritto il tuo cognome e quello della squadra di calcetto che formasti coi tuoi amici. Lo ricordi ancora quel torneo: 20 partite, 16 sconfitte. Una vittoria in rimonta, con un gol decisivo tuo. Non ci hai dormito per diverse notti, come fai a dimenticarlo?

Prendi il mazzo di chiavi e quando stai uscendo ti squilla il cellulare. E’ il tuo amico, quello che ti ha convocato per la partita:”Guarda bomber siamo a posto, mi spiace ma non devi venire perchè siamo già 10. Scusa se te lo dico solo ora, ma abbiamo sbagliato i conti. Mi spiace”.

Tu non lasci trasparire la minima emozione: “Ma va figurati! Ci mancherebbe…Ah ma perchè era stasera?Non ci pensavo neanche più, davvero, meglio così perchè non avevo nemmeno tanta voglia!”

“Ah meglio dai, allora ci sentiamo per la prossima!A presto”.

Metti giù. Lanci il cellulare sul divano. Ti togli la fascia da capitano (altro inutilissimo vezzo), slacci le scarpe e riguardi, mentre la rinfili nel cassetto, la maglia di Nakata. Ti senti quasi in colpa con lei, quasi le chiedi scusa per averla illusa troppo. Poi completamente a pezzi ti sdrai sul divano. Hai i lacrimoni agli occhi, quando decidi di accendere la tv e aprirti una birra da 66 cl. Inizi a scorrere tutti i canali sportivi di Sky, fino a trovare un Boca-River in replica. Ti abbandoni distrutto dentro accompagnato dal gusto di malto e dall’eleganza ubriacante di Riquelme.
 

Admin Riccardo 
Rouge86Rouge
Scritto in collaborazione con 
Admin Alberto
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