Una inutile e noiosa partita di fine campionato (Terza Categoria)

Una inutile e noiosa partita di fine campionato (Terza Categoria)

Il campo è un manto di cemento, con qualche filo d’erba che prova timidamente ad uscire, bruttissima idea farlo su un campo di terza…

Ci sono partite che resteranno nella storia e altre che sicuramente non c’entreranno mai (ma avrebbero dovuto entrarci).

Classica partita di fine campionato in terza categoria, pubblico delle grandi occasioni con gli spalti che strabordano (29 paganti + 3 dirigenti della squadra locale e 2 di quella ospite), caldo infernale, zanzare a volontà e fiumi di birra nelle borracce al posto dell’acqua. Alla squadra di casa servono i tre punti per provare a raggiungere i playoff mentre gli ospiti ormai non hanno più nulla da chiedere. Partita che fatica a decollare, o meglio, 0 a 0 marcio con due svenuti tra i padroni di casa e il portiere avversario appoggiato al palo alla ricerca dell’ombra che non c’è.

Pochi episodi da rilevare, tante scarpate che volano ma di tiri in porta neanche a parlarne. Il campo è un manto di cemento, con qualche filo d’erba che prova timidamente ad uscire, bruttissima idea farlo su un campo di terza. La partita si fa sempre più nervosa e cattiva, ammoniti anche il magazziniere e il secondo allenatore. Ogni minuto che passa l’agonia aumenta pari al tasso alcolico dei presenti sugli spalti. Ci vorrebbe un episodio che dia una svolta alla partita.

Ed eccolo. Mancano 10 minuti alla fine, la squadra di casa ha appena sbloccato la partita, con un gollonzo derivante dal classico mischione in area. Di tattica o colpi tecnici manco a parlarne. Ora i padroni di casa dovrebbero solo amministrare il vantaggio. E stare attaccati alle “radioline” per conoscere i risultati dei diretti concorrenti. Proprio a questo punto il mister si gira verso la panchina e chiede ad un suo giocatore, quello di maggiore esperienza ma un pò appesantito dall’età e dai tanti pasti in carriera, di entrare in campo per portare un po’ di calma, tenere il pallone ed evitare di subire il gol del pareggio.Lui annuisce, sembra aver compreso alla lettera le richieste del suo mister.

Entra e dopo pochi secondi gli arriva la palla, la stoppa, se la allunga, subisce un calcione dall’avversario. Lui stizzito calcia via il pallone colpendolo. Dagli spalti si alzano grida di incitamento, mentre la panchina cerca di calmarlo, lui però ormai è impazzito, anche per la quantità esagerata di birra in corpo e si dirige verso colui che ha osato dargli il benvenuto in campo. Nel momento di maggiore trance agonistica, lui che si sente Django Freeman in lite col mondo, se ne esce con un pacato “che ca**o fai pezzo di me**a” e finisce per rifilargli uno schiaffo in pieno volto.

La conseguente espulsione, con tanto di rissa incredibile e giornate di squalifica perfettamente bilanciate tra tutti non sono nemmeno quotate. la partita è sospesa e chiaramente persa a tavolino per i padroni di casa.

Doveva solo portare esperienza e tranquillità. Purtroppo non ci riuscì.

Admin Alberto
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