I 10 attori del cinema italiano che più hanno segnato la vita di un Bomber

I 10 attori del cinema italiano che più hanno segnato la vita di un Bomber

Nella vita, si sa, non esistono soltanto calcio, serate e donne. Ogni Bomber Senza Apparenti Meriti Sportivi è cresciuto a pane, calcio e film commedie italiani degli anni ‘80\’90. Andiamo quindi ad elencare i 10 attori che più hanno segnato le nostre “giovani” vite. Piccola premessa: se qualche Bomber non dovesse aver visto qualcuno dei film citati in questo articolo è pregato di colmare questa lacuna all’istante.

10 – Giuseppe Anatrelli

Se leggendo questo nome vi siete chiesti “chi?” non è molto grave, è colui che per primo ha interpretato il Geometra Calboni. Se anche a questo punto vi steste chiedendo “chi?” dovete smettere di leggere e guardare i primi tre film di Fantozzi. Il Geometra Calboni, nemesi del protagonista Ugo Fantozzi, è un concentrato di spocchia, ignoranza ed eleganza miste ad una capacità di raccontare balle che neanche Ibra quando giura di tifare una squadra fin da bambino. Storica è la sua serata al Night Club “L’Ippopotamo” con gli sciagurati Fantozzi e Filini dove, dopo aver raccontato una balla alla sua donna (la Signorina Silvani) per poter sfuggirle, si intrattiene con “signore dell’alta aristocrazia borghese” ed ordina da bere “tre scotteces” per sé e i suoi compagni di sventura. Una nota di merito va ai tifosi dell’Arezzo che hanno in curva portano alto lo stendardo della “Brigata Calboni”.

9 – Alberto Sordi

Forse i più giovani lo conoscono poco, ma Albertone oltre che simbolo della sua città (Roma) è stato un tesoro nazionale. “Perché io sò io, e voi non siete un cazzo” andava dicendo ne “Il Marchese del Grillo”, frase che deve essere ben stampata nella mente del Bomber in serata. Epici i suoi ruoli ne “Il medico della mutua”, “Un americano a Roma” e “I vitelloni” (altro materiale da studiare a memoria) che ci hanno regalato perle di infinita saggezza come “Maccherone, m’hai provocato e io ti distruggo” o il passaggio in macchina con pernacchia e gesto dell’ombrello ai “lavoratori”. Idolo indiscusso anche nella vita privata: non si è mai sposato e quando gli chiesero perché lui rispose: ”Non mi sposo perché non mi piace avere della gente estranea in casa”. Da cantare durante le migliori serate sono le sue “Te c’hanno mai mandato” e “Ma ‘ndo vai se la banana non ce l’hai?”.

8 – Renato Pozzetto

“Oh la Madonna!” Scusate, ma quando si nomina Renato la sua esclamazione (direi il suo marchio di fabbrica) è d’obbligo. Uno dei migliori comici sulla piazza, ancora oggi, “Il Ragazzo di Campagna” è da rendere obbligatorio nelle scuole di tutta Italia e la sua interpretazione in “Lui è peggio di me” con Adriano Celentano è di quelle che non si dimenticano, da quest’ultimo arriva la frase che meglio riassume l’essenza del matrimonio: ”Il matrimonio è una cosa esagerata: è come se uno che ha fame comprasse un ristorante!”. Ogni altro suo film è da vedere prendendo appunti: dalla scena con l’Alano in “Grandi Magazzini” (“Non si preoccupi per il cane, l’ho fatto castrare” “Ma signora, io il cane mica ho paura che m’inculi eh, ho paura che mi morda!”) a “La Casa Stregata” (“Calma, calma, c’è una sorpresa. Mi sembrate un po’ mosci. Facciamo un gioco. Allora: tutte le puttane da una parte e i froci dall’altra.”

“Ma io non sono mica frocio!”

“No, il gioco delle bugie lo facciamo dopo! Allora, io conto fino a trenta, e nel frattempo voi vi scambiate le mutande…”. Idolo per tutti quelli che dalla provincia si spostano nella grande città e si sentono molto “Artemio, il figlio della Giovanna, quello di Borgo Tre Case”

7 – Massimo Boldi

Ok, in tanti (forse troppi) associano il suo nome solo ai “cinepanettoni” scadenti e scaduti fatti negli ultimi anni, ma “Cipollino” ha insegnato a vivere a tanti di noi. Non è casuale che venga subito dopo Renato Pozzetto: la sua interpretazione che più ha segnato la nostra vita è sicuramente quella in “Il Ragazzo di Campagna” nei panni di “Severino Cicerchia detto Lo Scoreggione” nella quale accoglie nel migliore dei modi il cugino Armando: “Ah, sì, mi ricordo, sei quello biondo che c’ha la faccia da pirla?” “ma io non sono biondo!” “Allora mi ricordo fortemente la faccia”. Parlando di calcio, oltre ad essere un grande tifoso del Milan, ha interpretato ruoli che spesso avevano a che fare col mondo del pallone: era il barista tifoso dell’Inter amico di Franco Alfano (Diego Abatantuono) in “Eccezzziunale… veramente” ed è storico il suo dialogo con moglie e figli in “Fratelli d’Italia” (dove interpreta un tifoso milanista che deve partire per una trasferta a Roma) nel quale chiama la sua prole “Van” e “Basten” e la consorte “Silvio”, come il Presidentissimo.

6 – Carlo Verdone

Da tutti considerato come l’erede spirituale di Albertone Sordi, che di lui disse: “A Carlè, magari avessi avuto un figlio come te, anche se proprio bello nun sei… Oh, non giudicatelo dalla faccia perché Carlo è un ragazzo intelligente…”. Ci ha insegnato a stare al mondo con i suoi film come “Viaggi di Nozze” e “Bianco, Rosso e Verdone”, sfido chiunque a giurare di non aver mai pronunciato la mitica frase “’O famo strano?” alla malcapitata di turno. Grande tifoso della Roma, lo si vede spesso in tribuna a seguire “a’maggica” ed è considerato, al pari del suo mentore, come “l’ottavo Re di Roma”, trono che, se consideriamo anche Falcao ed un certo Francesco Totti, comincia a farsi stretto, ma gli amici romani hanno un core grande e siamo sicuri ci sia spazio per tutti. Proprio in questi giorni, fra l’altro, ha compiuto 65 anni e quindi gli mandiamo gli auguri da parte di tutti noi di ChiamarsiBomber.

5 – Diego Abatantuono

“La parola d’ordine è una sola: VIULENZA!” Donato Cavallo, il Ras della Fossa, è sicuramente uno dei personaggi più conosciuti di Diego Abatantuono. L’attore, che ha recitato anche in un film premio Oscar come “Mediteraneo” (“una faza, una raza”, se non l’avete mai visto, fatelo subito), è un grande tifoso del Milan che segue costantemente aggiornando i suoi fan tramite social network (sui quali è attivissimo) e dando, alla fine di ogni partita dei Diavoli, le sue “Pagelle Eccezzziunali” e non solo! Prima di ogni giornata aiuta i propri followers a diventare ricchi grazie ai “Pronostici del Mago di Segrate” sulle partite di campionato. Il ruolo per cui molti lo ricordano è quello del “terruncello” (da cui è riuscito a staccarsi, grazie alle sue grandi capacità anche di attore drammatico) che interpretava negli anni ’80: “Eccezzziunale… Veramente”, “Viuuulentemente mia”, “I Fichissimi” o “Fantozzi contro tutti” sono tutti film che devono essere presenti nella videoteca di ogni Bomber senza apparenti meriti sportivi.

4 – Adriano Celentano

Qui si parla di un pezzo da 90 del mondo dello spettacolo italiano, Adriano Celentano nella sua carriera ha fatto tutto (e qui citiamo Wikipedia): cantautore, ballerino, conduttore televisivo, attore, regista, sceneggiatore, produttore discografico, montatore e showman. Abbiamo già citato “Lui è peggio di me” dove ha recitato insieme a Renato Pozzetto, in cui fa la parte del meccanico troppo affezionato alla sua Rolls Royce ed è epica la scena in cui ferma un autobus solo per aver un gradino sul quale appoggiare il piede per allacciarsi una scarpa. “Il Molleggiato” ci ha gasati ai massimi con “Il Bisbetico Domato” e la scena della pigiatura dell’uva, impossibile guardarla senza provare ad emularlo, abbiamo amici che ci sono rotti i legamenti nel vano tentativo di imitare le sue movenze. “Bingo Bongo” ed “Innamorato Pazzo” restano dei punti fermi nell’infanzia di chi è nato nella seconda metà degli anni ’80 (Rete 4 li trasmetteva almeno una volta al mese. Incredibile (e non solo per il titolo) è “Zio Adolfo in arte Führer” dove Celentano fa la parte del nazista e dell’antinazista e tutti i Bomber, anche inconsapevolmente, dopo l’ennesimo Long Island si atteggiano come Mattia, il protagonista di “Segni particolari: bellissimo”.

3 – Ezio Greggio

“È lui o non è lui? Ma cerrrto che è lui!” Ezio Greggio da 25 anni a questa parte è conosciuto come il volto di “Striscia la Notizia” anche se nel frattempo è stato protagonista di alcuni film e qualche serie TV, ma per tutti i Bomber lui è e rimane quello che era negli anni ’80 e nei primi anni ’90: il Re degli Yuppies. Il TG satirico di Canale 5 è diventato la sua casa e lui si è adattato, mostrando una comicità più per famiglie, ma ai tempi di “Drive In”, “Yuppies 1 e 2”e “Vacanze di Natale ’90 e ‘91” il “Signor Ezio” è stato un antesignano di quel movimento che nel 21esimo secolo verrà conosciuto con il nome di “Bomberismo”. Da non dimenticare le sue “Pubblicità” nei film “Anni ‘90” in cui faceva la parodia allo spot dei preservativi “Control”, molto famoso all’epoca. Ogni film con Ezio Greggio a cavallo degli ultimi due decenni del secolo scorso è una pietra miliare per ogni Bomber senza apparenti sportivi e la squadra formata con Massimo Boldi, Jerry Calà e Cristian De Sica in “Yuppies” è più competitiva del Barcellona dei due Triplete.

2 – Jerry Calà

“Non sono bello…piaccio!”, “LIBIDINE”, “Ocio!”… potremmo andare avanti all’infinito ad elencare modi di dire del grande Jerry Calà che sono diventati storia. Che fosse sulla neve delle “Vacanze di Natale” o al mare come in “Abbronzatissimi” il “nostro” Jerry ha sempre insegnato a tutti noi come ci si comporta in certe occasioni. Ha sempre interpretato ruoli da gran viveur, forse perché gli venivano, così, naturali: è stato il primo a dire “vado a vivere da solo”, ha trasformato le vacanze in un lavoro in “Professione Vacanze”, ci ha mostrato come si vive al massimo un “Vita Smeralda” ed ha esportato i sani valori nostrani nelle “Vacanze in America” (“I Like la cara e vecchia faiga!”). Ha mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo con i “Gatti di vicolo miracoli” (di cui consigliamo vivamente di ascoltare “Capito?”), formazione della quale facevano parte Nini Salerno, Franco Oppini e quel Bomberone fuori concorso di Umberto Smaila. Un motivo in più per voler bene a Jerry Calà (come se non ce ne fossero già abbastanza) è la sua interpretazione nel film dal nome più bello del mondo: “Bomber”. A fianco di Bud Spencer racconta la storia di un ex pugile (Bud, appunto) che si trova a dover tornare sul ring (anche se solo come allenatore) dopo tanto tempo ed è qui che il buon Jerry ci regala per la prima volta sul grande schermo la sua più grande perla: “Libidineee! Doppia Libidineee! Libidine, coi fiocchi!”. Da imparare a memoria la sua versione di “Stessa spiaggia, stesso mare” in “Sapore di Mare” del 1982.

1 – Guido “Dogui” Nicheli

“Alt! Momento di grande libidine”. Famoso per il ruolo del “Cumenda”, che sembrava cucito apposta per lui e che riproporrà in più sketch e film. Diplomato in odontotecnica ha sempre svolto questo come lavoro principale, capitando quasi per caso nel mondo dello spettacolo, difatti per arrotondare, finite le ore nello studio dentistico del cugino, da giovane faceva il rappresentante di liquori, cosa che gli permise di entrare in contatto con “La Milano da Bere” dell’epoca e con i comici che affollava il “Derby Club” di Milano. Fra tutte le sue parti, ci piace maggiormente ricordare quella di “Donatone” nel primo “Vacanze di Natale” del 1983. Sì, proprio quella del: ”Ivana, fai ballare l’occhio sul tick! Via della Spiga, Hotel Cristallo di Cortina: 2 ore, 54 minuti e 27 secondi… Alboreto is nothing!” o delle mance da 300.000 lire alle cameriere dell’albergo “…e sei nel burro tutta la vacanza… Testa!” fino alla perla top di gamma: ”Ma la libidine è qui amore: sole, whisky e sei in pole position!”. Grande tifoso del Milan, è stato un Bomber ante litteram, precursore di tutto quello in cui noi crediamo e la sua prima grande passione erano i viaggi, di cui ha detto: “Se avessi continuato a fare l’odontotecnico e ho continuato, diciamo, a lavorare con una certa regolarità, probabilmente sarei anche ricco….Mentre invece io, quando avevo tremila dollari, chiudevo il laboratorio e dicevo: ‘Cento dollari al giorno, 30 giorni di viaggio!’”. Proprio durante uno dei suoi viaggi fece amicizia con Salvador Dalì, di cui disse: “Ero di casa a Port Lligat, vicino a Cadaqués, dove Dalí viveva. Un giorno, dopo aver cenato, il maestro mi porta a vedere l’opera che stava dipingendo, la “Pesca del Tonno”, che ora è esposta al Louvre. Arriviamo nello studio e… sorpresa, è tutto vuoto, non c’è un cazzo. Ad un certo punto Dalí prende una specie di telecomando e taaac, schiaccia un bottone. Come per magia, dal pavimento si materializza una rotaia e appare la grande tela con il quadro. Libidine, tutto elettronico: era il 1967.”. Immenso Guido Nicheli, maestro di vita e primo fra i primi… See You Later, Dogui.

 

Articolo di: Francesco “Cisco” Sarchi

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