Bomber di periferia: Edmondo Farias

Bomber di periferia: Edmondo Farias

Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Il detto calza perfettamente al bomber del San Giovanni Teatino Edmondo Farias che domenica scorsa ha raggiunto il traguardo dei 200 gol in carriera. A 36 anni continua ancora a fare gol e a divertirsi come faceva ai tempi della Renato Curi Pescara quando fu lanciato nel calcio che conta.

A cavallo tra il 1994 e il 1995 un giovanissimo Eddy Farias tesserato nella categoria Allievi, mise a segno in due campionati ben 116 gol. Il suo talento cristallino sfuggì agli occhi del Pescara, ma non a quelli dell’Avellino del presidente Antonio Sibilia che lo volle espressamente in bianco verde. Fu Salvatore Di Somma a farlo esordiere in serie C1 ad appena 17 anni in un Lodigiani-Avellino nella stagione 96/97. Il momento più bello però arriva sul finire di stagione, quando con una sua rete contro il Casarano di Fabrizio Miccoli, scongiurò la retrocessione degli irpini in serie C2. “Forse il gol contro il Casarano è stato uno dei momenti più belli della mia carriera. Dopo gli esoneri di Di Somma e Zoratti in panchina sedeva Pasquale Casale che veniva dalla Beretti dove giocavo stabilmente. Mi buttò in campo a venti minuti dalla fine sullo 0-0. Qualche minuto più tardi segnai il gol vittoria con un preciso colpo di testa in tuffo su una punizione calciata da Andrea Cecchini ex Pescara. Con quel gol l’Avellino si salvò e il presidente Sibilia alla ripresa degli allenamenti si presentò al campo regalandomi una busta di caramelle; avevo 17 anni erano altri tempi. Il presidente ci teneva molto a me quasi come ad un figlio”.

L’anno dopo il grande salto in serie B nell’Ancona di Giorgini e conseguente esordio. Poche presenze per l’attaccante pescarese che contro il Monza di Christian Abbiati e Cosimo Francioso (suo idolo in quegli anni) sfiora un altro gol che avrebbe potuto spianargli la strada del grande calcio. L’anno successivo Farias passò in prestito in C2 alla Cavese di Eziolino Capuano dove segna 5 reti. “Quando ero alla Cavese, mister Capuano mi schierò in campo in una gara di Coppa Italia proprio contro l’Avellino. Fu una gara spettacolare e segnai anche da centrocampo nei tempi supplementari il gol vittoria; un gol bellissimo ma ci rimasi anche un po’ male tanto da non esultare”.

Dopo la parentesi a Cava dei Tirreni torna in Abruzzo, e fa le fortune del Lauretum in Eccellenza dove milita per circa 4 stagioni e mette a segno circa 70 reti. “Gli anni passati a Loreto con mister Di Pietro mi hanno regalato tantissime emozioni, come ad esempio il mio gol vittoria nel derby con il Penne, che mancava ai loretesi da tantissimi anni.”

Oggi Farias fa il pescatore e si è stabilizzato nella piccola realtà del San Giovanni Teatino, squadra neopromossa in Prima categoria grazie anche ai suoi gol, 61 per la precisioni in 4 stagioni: “Dopo due operazioni al ginocchio avevo deciso di chiudere con il calcio ma poi ho trovato questa piccola isola felice dove si respira ancora il vero spirito del calcio. Devo ringraziare Stefano Di Russo e Pino Costantini che mi hanno fatto conoscere questa realtà. Ci sono tutti i presupposti per fare bene anche perchè siamo una squadra molto giovane e ci lega un sentimento che va oltre il calcio. Da noi nessuno percepisce rimborsi e questo ci fa vivere il calcio con molta più spensieratezza”.

Il 16 dicembre 2013 però una brutta esperienza per il bomber-pescatore, che qualche anno fa ha deciso di rilevare l’attività storica di suo nonno “Peppe” per farne il suo lavoro: “Ho rischiato di morire dopo essere affondato in mare aperto con un mio amico durante una battuta di pesca. Rimasi tre ore nell’acqua gelida e solo un miracolo ci ha salvati a pochi minuti da un triste epilogo. Dopo questa esperienza ho capito molte cose e ho riscoperto l’attaccamento alle piccole cose soprattutto non materiali. Anche il semplice abbraccio dei tuoi compagni di squadra dopo un gol può valere più di qualsiasi conto in banca. Insomma nella mia vita c’è e ci sarà sempre un po’ di pepe…”

Edmondo Farias, il pescatore bomber.

 

Articolo di: Riccardo Di Persio

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