Carpi come l’Ancona? Vorrei tornare nel 2003

Carpi come l’Ancona? Vorrei tornare nel 2003

Quando si pensa ad un ragazzo timido davanti ad una ragazza ancora più timida si parla spesso di imbarazzo. Quando si parla di imbarazzo e si tira di mezzo il calcio non si può che pensare all’Ancona. Precisamente all’Ancona 2003/04.

Diavolo, quando ci si pensa vengono i brividi. Non tanto per una retrocessione tra le più prevedibili della storia della Serie A ma per il modo assolutamente grottesco ed imbarazzante di salutare la massima serie e rotolare nel fango del fallimento.

E pensare che soltanto l’anno prima i marchigiani con un certo Maurizio Ganz in attacco avevano strappato l’ultimo pass per la promozione dalla cadetteria. Una Serie B dove giocavano ancora Frick e Schwoch, due nomi che solo a citarli scatenano ondate di nostalgia.

Al timone di quell’Ancona c’era Gigi Simoni che solo qualche anno prima aveva allenato Ronaldo. C’era, perché con l’approdo nel Paradiso l’Ancona decide di cambiare le carte in tavola: a guidare la squadra infatti arriva Menichini, all’esordio assoluto nella massima serie. Miss Italia ha fatto discutere mezza Italia per il suo desiderio di tornare nel ’42: a me basterebbe forse tornare nel 2003 quando una delle preoccupazioni più impellenti era mentire spudoratamente sul voto appena appioppato in matematica. Proprio quando quell’Ancona iniziò il suo cammino in A.

Vorrei tornare nel 2003 perché tanto non mi chiamo Jardel e mi sarei risparmiato la corsa verso la curva del Perugia e frasi scolpite nell’ipse dixit di Mai dire Gol. Che attacco che aveva quell’Ancona: Hubner, Bucchi, Grabbi e un Pandev con soltanto un accenno di pelata. Pezzi da novanta di un calcio che non c’è più e un giovane ancora da svezzare. Un mix potenzialmente esplosivo che finì però per far saltare in aria Menichini, esonerato alla quarta giornata dopo aver raccolto la miseria di un punto con 15 reti sul groppone. Un presagio di sventura nemmeno troppo velato: la prima vittoria arriverà soltanto a primavera quando la retrocessione era gia matematica. Retrocessione a marzo in un campionato che sarebbe finito a metà maggio. Ecco definito l’imbarazzo calcistico.

Vorrei tornare nel 2003 ma forse non così tanto. Perché è vero che non mi chiamo Jardel ma quelle interrogazioni di matematica me le sogno ancora la notte. Vorrei tornare nel 2003 ma anche volendo non potrei proprio farcela. In Serie A quest’anno c’è il Carpi che nella stagione passata fece sognare mezz’Italia e impazzire Lotito. Un Carpi che ha rivoluzionato la rosa in estate portandosi a casa un Borriello con soltanto un accenno di velina. Esperienza e gioventù: un mix potenzialmente esplosivo che finisce per far saltare in aria Castori, esonerato alla sesta giornata dopo aver raccolto la miseria di un punto con 15 reti sul groppone. Un presagio di sventura…fermi tutti. Mi sembra di averla già vissuta questa storia. Di aver già visto una squadra biancorossa lottare sul fondo della classifica. Vorrei tornare nel 2003 ma anche questo 2015 mi spaventa.

Non ci sono interrogazioni pronte a rovinare intere giornate ma un senso di dejavu che bussa alla porta. La storia non può ripetersi. O forse sì. Speriamo solo che Sannino non traghetti male come Sonetti e Galeone.

Articolo di: Nicolò Premoli

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