C’era una volta la domenica. E ci sarà ancora.

C’era una volta la domenica. E ci sarà ancora.

“Ingresso riservato a calciatori e dirigenti”. Una frase che chi calca i campi di provincia vede e legge ogni domenica. Magari stampigliata su un cartello arpionato con due fili di ferro ad un cancello. Un cancello che scricchiola ogni volta che lo apri e ti fa pensare “Prima o poi qualcuno dovrà pure metterlo a posto”. Quel cancello che apri e chiudi, borsone in spalla, salutando il magazziniere che ti guarda e ti accoglie con un “ciao” mentre la tribuna, se così puoi chiamare quei due gradoni di cemento, inizia a riempirsi. La domenica va sempre così, una routine che si ripropone sotto il sole di settembre o quel vento di novembre che proprio non sopporti. Va sempre così fintanto che da quel cancello dove sei entrato chissà quante volte non inizia ad entrare l’acqua. E di acqua domenica notte sui campi della provincia di Piacenza ne è caduta tanta. Troppa. Ha imboccato il cancello senza guardare in faccia nessuno. Prima un rigagnolo poi un fiume in piena. Nulla ha potuto arrestare la sua corsa: nel giro di tre ore quegli spogliatoi dove chissà quante volte ti sei cambiato e hai sbattuto qualche pugno al muro dopo un rosso sono spariti. Distrutti. Anche l’erba che ti ha visto a terra chissà quante volte è sparita. Agonizzante sotto un manto di fango. Le recinzioni dove i tuoi amici si fermavano per dare un occhio alla partita e fumare una paglia chissà dove sono finite.
Quella pioggia ha spazzato via di tutto. Quella pioggia ha spazzato via la tua domenica fatta di cancelli che scricchiolano, “ciao” del magazziniere e di amici che dicono di venire al campo per te ma poi si perdono sulla bionda di passaggio. Ti svegli la mattina e tutto questo non c’è più. Via il campo, gli spogliatoi e magari pure i riflettori. Ti svegli e improvvisamente quel campo che magari ti stava pure stretto inizia a mancarti terribilmente. Ma sui campi di provincia c’è davvero poco spazio per le lacrime. E, lasciate da parte le scarpe con i tacchetti, si parte con stivali e pala.

Ci vorrà tempo, sudore e una grossa mano ma i campi di Bettola, Travo e Ponte dell’Olio torneranno a riavere il loro campo. La loro domenica.

 

Articolo di: Nicolò Premoli

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