Cosa resterà di Italia – Belgio

Cosa resterà di Italia – Belgio

Italia-Belgio apre le danze di un Europeo che per gli azzurri può significare tanto. E che ha già fatto parlare tanto di sé: ecco cosa resterà dell’esordio della nazionale a Euro 2016.

Gli italiani parlano gesticolando con le mani, noi parliamo con i piedi”. Recita più o meno così la pubblicità di una birra belga diventata virale in rete. Lo sguardo dei centrocampisti della nazionale di Wilmots pieni di sicurezza, il rosso sulle guance a donare quel tocco di aggressività in più. I Diavoli rossi erano convinti di poter fare la pelle agli azzurri. Convintissimi come i bookmaker di tutto il globo. Una convinzione che torna indietro, come un boomerang. Direttamente al mittente.
Italia-Belgio apre le danze di un Europeo che per gli azzurri può significare tanto. E che ha già fatto parlare tanto di sé: ecco cosa resterà dell’esordio della nazionale a Euro 2016.

L’INFORTUNIO A CONTE – Non capita molto spesso di assistere all’infortunio di un allenatore. Capita anche meno di ritrovarsi il CT della nazionale con un taglio in viso ed le piastrine che non riescono a fare catenaccio. C’è chi ha scritto che il sangue non credeva al gol di Giaccherini ed era uscito a vedere, chi a casa ha provato ad infortunarsi saltando in piedi sul divano sgomitando alla cieca. In ogni caso Zaza non vedrà più il campo.

IL GOL DI GIACCHERINI – Causa scatenante del sanguinamento di Conte, il gol di Giaccherini sa quasi di miracolo. Un’impresa che non resterà certo unica e si porterà dietro tutto uno strascico di conseguenze del tutto positive. Se volete giocarvela con la ragazza che per anni ed anni ha rifiutato i vostri inviti per un aperitivo lungo, questo è il momento giusto per osare. Alla faccia dell’oroscopo di Paolo Fox.

I PRIMI “VE L’AVEVO DETTO IO” – Inutile ribadire quanto noi italiani siamo orgogliosi delle nostre previsioni a sfondo calcistico. Chi sosteneva che quest’Italia, al di là della rosa, potesse fare bene contro il Belgio già da ieri sera ha provveduto ad inondare tutti i social, i gruppi WhatsApp e le frasi davanti al caffè di “ve l’avevo detto io che con il Belgio si vinceva”.

I PRIMI “AH MA ALLORA SIAMO FORTI” – Inutile ribadire quanto noi italiani siamo capaci di cambiare le nostre idee a sfondo calcistico. Nello stesso tempo di un cambio di gioco. Chi sosteneva che quest’Italia dovesse schiantarsi malamente contro il Belgio già da ieri sera ha provveduto ad inondare tutti i social, i gruppi WhatsApp e le frasi davanti al caffè di “ah ma allora siamo forti”. Il carro dei vincitori inizia a riempirsi come un regionale di prima mattina. Ma, sotto sotto, che problema c’è?

L’ACCONCIATURA DI FELLAINI – Un misto tra un Super Sayan in crisi di identità e Valderrama: se il gioco del Belgio fosse stato elaborato come la chioma del centrocampista del Manchester United non avremmo avuto scampo. Per non parlare della “banana” di Nainggolan e del tentativo di imitazione di Pogba da parte di Origi.

LE PALLE QUADRATE DI BONUCCI – L’assist per il gol di Giaccherini come ciliegina sulla torta di una partita sontuosa. Sontuosa come la dichiarazione nel post partita. “Abbiamo umiltà, sacrificio e palle quadrate”. Tre qualità che spesso passano in secondo piano di fronte a piedi buoni e tecnica. Tre doti che ci fanno sentire ancora più orgogliosi davanti a quella televisione che proietta non solo gol ma speranze ed istanti di gioia genuina, senza freni. E ora sotto con la Svezia.

Articolo di: Nicolò Premoli

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