DONNE IN TRIBUNA, IL PIU BELLO SPETTACOLO DOPO LA TERZA CATEGORIA

DONNE IN TRIBUNA, IL PIU BELLO SPETTACOLO DOPO LA TERZA CATEGORIA

Metti una domenica pomeriggio su un campo a caso di una categoria minore a caso, metti che la tribuna è piena. Di donne. Ma chi c’è in tribuna? Vediamo le esponenti di spicco del genere femminile presenti sugli spalti.

LA FIDANZATA DEL PIU’ BUONO – Figura controversa legata ad una figura ancor più controversa come solo il “più buono della squadra” può essere. La fidanzata in questione sa che il suo moroso è il più forte, è fiera di lui e lo celebra con frasi del tipo “ma come è forte il mio amore!”. E ha ragione: come si stravacca lui in panchina non c’è nessuno.

LA COSTRETTA – Come suggerisce il nome si tratta della ragazza costretta dal malefico fidanzato ad assistere alla partita. Sovente capita che il moroso in questione sia il portiere, situazione che costringe la costretta ad una visuale piuttosto ristretta: non sul campo ma sullo schermo del telefono. Poco gli importa del punteggio, l’importante è che duri la batteria dell’Iphone. E che quel triplice fischio arrivi il prima possibile, soprattutto se è inverno.

LA VELINA – Dotata del classico portamento da sabato sera è spesso accompagnata dal fratello/padre del giocatore con cui è fidanzata. La velina prima pensa a come truccarsi e poi alla collocazione in campo del moroso che il più delle volte le è del tutto ignota. Esulta soltanto in caso di doppiette o triplette…naturalmente messe a segno la sera prima della partita.

LA SORELLA MINORE – Spinta dai genitori a seguire le gesta calcistiche del fratello brama sopra ogni altra cosa la patente per potersi allontanare il più possibile da ogni campo di calcio della provincia la domenica pomeriggio.

LA TIFOSA IGNORANTE – Prima di essere accusato di maschilismo sia chiaro che sto parlando di ignoranza calcistica. La tifosa ignorante è un mix micidiale tra uno scaricatore di porto e un milanese in coda la mattina alle 7. Urla e sbraita peggio dell’allenatore in panchina. Da evitare durante partite accese: la litigata con la rappresentante della tifoseria avversaria è assicurata.

LA TIFOSA ACCULTURATA – Prima di essere accusato di femminismo sia chiaro che sto parlando di cultura calcistica. La tifosa acculturata è un mix micidiale tra un giornalista sportivo e un allenatore. Stante le nozioni apprese dal Manuale del Calcio si limita a commentare a bassa voce con tecnicismi assortiti. Non l’avete mai vista dite? Forse perché non esiste.

LA GELOSA – Sì, sto parlando della ragazza che non si fida dei calcetti del lunedì. La gelosa è così gelosa del SUO uomo che ad ogni contrasto si alzerà in piedi minacciando di morte l’avversario entrato in tackle sul fidanzato. Si spera sempre che la morosa dell’avversario non sia a distanza di tirata di capelli: in tal caso il rischio di zuffa sarebbe elevatissimo.

LA DONNA DELL’ARBITRO – Non la si vede praticamente mai, per ovvi motivi. Nella maggior parte dei casi non potrebbe resistere più di tre minuti agli insulti rivolti a moroso/marito, in altri si da da fare per suffragare l’epiteto più utilizzato sugli spalti: “cornuto”.

L’EX MOROSA DELL’ARBITRO CHE ADESSO VA CON IL TREQUARTISTA FIGO SU CONSIGLIO DELLA MIGLIORE AMICA – Cornuto. Questa volta per davvero.

Articolo di: Nicolò Premoli

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