Grazie di tutto Javier

Grazie di tutto Javier

Ci sono sportivi che ti trasmettono emozioni irripetibili.
2001, prima giornata di campionato Lecce-Parma. Frey sta per rinviare coi piedi ma dietro la porta si è nascosto un giocatore che, con la testa, gli ruba il pallone e segna. Chevanton si presenta così in Italia dopo 2 minuti di partita.
Gli ho visto fare gol incredibili, giocate pazzesche, gli ho visto il fuoco nel occhi, mi ha fatto innamorare definitivamente del Lecce. Quando ha lasciato l’Italia si è perso, probabilmente solo a Lecce riusciva a dare il massimo. Ha avuto una carriera al di sotto delle aspettative.
2013, il terzo ritorno di Chevanton a Lecce, è ormai a fine carriera ma l’orgoglio e l’amore per Lecce lo portano ad accettare un contratto a 900 euro al mese. Spareggio col Carpi per andare in B, all’andata Chevanton si rompe un braccio. Non può giocare il ritorno in casa. Vuole esserci, chiede almeno di essere in panchina. Lecce in vantaggio. A poco dalla fine pareggio del Carpi, con quel risultato il Lecce rimarrebbe in C. Chevanton urla al mister che vuole entrare, anche se non può giocare, col braccio rotto. Non riescono a farlo desistere. Entra. Ma le cose non cambiano.
Questa è l’immagine a fine partita.

A 35 anni Javier Ernesto Chevanton lascia il calcio.
Io ti ricorderò sempre così, come uno che ha dato tutto per la sua squadra.
Mi sento solo di dirti grazie.

 

Articolo di: Raffaele Ferraro

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