Il Mario che vorrei

Il Mario che vorrei

Era un ragazzo divertente, potrei scrivere un libro di 200 pagine sui miei due anni all’ Inter con lui. Ricordo un episodio in particolare.
Era una trasferta a Kazan, dovevamo giocare un match nella fase a gironi di Champions League, e in quella partita i miei attaccanti erano tutti fuori.
Non c’ era Milito, non c’ era Eto’ o.. ero davvero con l’ acqua alla gola e Mario era il mio unico giocatore a disposizione che potesse definirsi un attaccante.
Mario prende un cartellino giallo al minuto 43, così quando siamo scesi negli spogliatoi, all’ intervallo, ho passato quattordici dei quindici minuti a mia disposizione per parlare esclusivamente con lui.
È stato un monologo dove ho cercato di spiegargli che la nostra era una situazione estremamente delicata: Mario, non posso sostituirti.. Non ho cambi, non ho altri attaccanti in panchina. Non toccare nessuno, gioca solo con il pallone. Quando perdiamo palla, non reagire. Se vieni provocato, non reagire. Se l’ arbitro fa un errore, non reagire. Capito?
Mario, PER FAVORE.
Le squadre rientrano in campo, Minuto 46, Inter in 10.

Queste sono le parole di una tra le più illustri figure del panorama calcistico moderno, Josè Mourinho, al riguardo di un ragazzino che all’ epoca doveva ancora compiere i suoi 20 anni, ma che già aveva lasciato trapelare la sua vena egocentrica e la sua testardaggine.. sto parlando ovviamente di Mario Balotelli.
È semplice ritrovarsi a discutere delle solite, scontate questioni su di lui: sul fatto di quanto possa aver sprecato il proprio talento, di quante chance gli siano state concesse, di come lui non abbia saputo coglierle a dovere.
Ma oggi io non sono qui a scrivere per criticare il calciatore Mario, ne tantomeno per prenderne le difese.. scrivo per donargli il mio pensiero, insieme alle mie parole colme di speranza .
Io ho esattamente la stessa età di quando Mario Balotelli si fece scioccamente espellere a Kazan, in quella notte di Champions League.
La passione più grande della mia vita è questo sport che chiamano calcio, pieno zeppo di eroi e di personaggi particolari, dove ogni benedetto fine settimana (e non solo) mi sembra di vivere una nuova favola,  pronta a sbalordirmi con le sue pazzesche novità e con i suoi duelli più spettacolari.
Uno di quegli eroi era Mario Balotelli.
Era un concentrato di potenza pura, un fisico incredibile e una velocità impensabile, aveva caratteristiche invidiabili da chiunque. Ma aveva anche una falla, che col passare degli anni si propagherà sempre di più: era capriccioso, non gli si poteva dire nulla, era irascibile e irragionevole, come un bambino. Per non parlare delle evitabili peripezie che si sono succedute fuori dal rettangolo verde, che non cito perché si conoscono a memoria.
“Con gli anni cambierà, capirà, maturerà”, è questo l’ auspicio che ha sempre riecheggiato nella tv quando sentivo  parlare di lui.
Passano gli anni, e Mario resta fedele alla cattiva linea disciplinare che lo ha sempre contraddistinto. Risultato: sempre meno persone credono in lui.
Cambia più volte squadra alla ricerca continua di un nuovo equilibrio, che in questi anni non è mai uscito allo scoperto: sembra sempre il solito, fragile, Mario Balotelli.
Unica parentesi positiva in quell’Euro 2012 in cui Mario stende un paese intero con due reti di impressionante fattura, che in Germania riguardano ancora con le mani nei capelli e gli occhi sbarrati.
Ora siamo nel 2016, e Mario ha raggiunto i 26 anni, che intesi in età calcistica non sono più briciole. Insomma, non è più il frutto acerbo che attende la completa maturazione, non gli si può più perdonare nulla.
Sarà perchè il potenziale innegabilmente esiste, sarà perchè ci spero follemente, sarà perchè non riesco a scordare quella doppietta impossibile o sarà perchè adoro i lieto fine.. ma io, in questo ragazzo,  ci credo ancora.
Vorrei tanto vedere il Mario che non ci sta a farsi seppellire così dalle critiche, vorrei che tornasse ad essere il protagonista delle favole che tanto mi piacciono, che tanto mi hanno fatto amare il Calcio.
Vorrei che a Mario tornasse il sorriso, quello che da anni ha perso su un campo da gioco. Vorrei il Mario vincente e decisivo degli inizi, vorrei il Mario che convince tutti quanti di meritare il 9 Nazionale.
Mario, ricorda che in una favola fatta di eroi c’ è sempre un antagonista principale, e il tuo sei tu. Quello delle Balotellate, quello che non ci interessa, perchè quello che ci ha fatti innamorare di te sei il VERO tu.

Soffoca la tua parte negativa e torna ad essere il mio, il nostro Eroe.. abbiamo bisogno di te.
Ma io so che ce la farai. Perchè i veri Eroi arrivano sempre all’ultimo minuto. Vero Mario?

 

Elia Faggion

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