La partita dell’Italia e l’orario lavorativo

La partita dell’Italia e l’orario lavorativo

Quando nelle alte sfere si decide di assegnare una competizione intercontinentale a questo o quell’altro paese sulla pelle dei tifosi scorre sempre un brivido. Sarà il fuso orario che permetterà di godersi le partite senza dover fare a pugni con l’orologio? O serviranno calcoli impossibili per determinare quando quel divano dovrà essere pronto all’offensiva di birra e amici? Il problema con gli Europei non si pone, almeno finché non si scopre che Italia-Svezia si giocherà venerdì pomeriggio. E no, non ad orario aperitivo, ma alle 15 spaccate. Potevano forse i cugini d’Oltralpe fare le cose per benino? Ecco quindi che al tifoso italiano tocca ingegnarsi per seguire l’avventura degli azzurri. Come? Siamo artisti in questo, e la fantasia in secoli di storia non ci è mai mancata.

RICORDARSI DEL DENTISTA – Un’incombenza spesso utilizzata per schivare inviti molesti o quel calcetto a cui proprio non si vuole partecipare: “dentista” è spesso sinonimo di “scusa” più che di pulizia dei denti. Nonostante un appuntamento fissato mesi prima per il 4 di luglio si può comunque furbescamente simulare un dolore ai denti del giudizio per fissare un appuntamento proprio venerdì diciassette. Per poi uscirsene con un “Ah ma gioca l’Italia? Peccato, me la perderò”.

SIMULARE FEBBRE E DELIRI NOTTURNI – Una delle scappatoie più becere sfruttate per schivare riunioni con il capo che proprio non va a genio. Si punta tutto sull’effetto sorpresa avvisando colleghi e superiori la mattina stessa della partita della nazionale senza dare il tempo di controbattere. Un’opzione comunque pericolosa: se per puro caso dovesse passare il medico fiscale e vi trovasse con una Moretti in mano come controbattere? “Ah no guardi, è sciroppo. Sa, i rimedi della nonna. Vuole provare anche lei?”.

CERCARE UNO STREAMING – Opzione ancora più pericolosa, soprattutto in uffici popolati da burberi impiegati che mal sopportano il calcio. Il richiamo della nazionale però, talvolta, riesce a spingere anche il più stakanovista a mollare fatture e moduli per dedicarsi alla partita dell’Italia. La sfida alla rete aziendale filtrata, l’esasperata ricerca di un sito per poi finire ad attaccarsi alla prima diretta testuale disponibile. Con un conseguente calo della produttività nel paese del 100%. Altro che ripresa…

CHIEDERE INFORMAZIONI AGLI AMICI A CASA – C’è sempre l’amico che resta a casa. Magari è ancora studente, più probabilmente ha simulato la malattia (vedi il punto sopra) per seguire la nazionale. Un amico che diventa confidente privilegiato per un intero pomeriggio e che trasforma chi è rimasto al lavoro in un novello Fantozzi. “Ma davvero stiamo vincendo quattro a zero con tripletta di Motta o mi stai prendendo per il culo?”

FARE FINTA DI NULLA – Soluzione estrema praticabile soltanto dai più coraggiosi. Occorre una discreta faccia tosta alla “Ah ma gioca la nazionale oggi pomeriggio?” e la completa assenza di ogni stimolo pallonaro del tipo “Non sapevo nemmeno ci fossero gli Europei sai?”. Inutile dire che era più probabile portare a casa un voto di Conti senza cartellini gialli al Fantacalcio che incontrare una persona così integerrima.

Articolo di: Nicolò Premoli

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