Maledetto Nicola Berti (La vita malinconica di un tifoso interista)

Maledetto Nicola Berti (La vita malinconica di un tifoso interista)

Era il 1988 e avevo otto anni…con mio padre che una sera di novembre, entrò in camera mia mentre dormivo e urlò “Nicola Berti, Forza Inter!”. Ecco la mia vita era segnata.

Era il 1988, avevo otto anni, e in quel periodo del calcio mi importava tanto quanto a Cristiano Malgioglio importava della figa.
Tutto avvenne una sera di fine novembre, precisamente mercoledì 23: saranno state le dieci di sera e probabilmente erano già 60 minuti buoni che ronfavo beatamente
quando un urlo straziante mi riportò alla realtà. Mio babbo piombò in camera mia gridando come un pazzo delle frasi incomprensibili, le uniche parole che riuscii a capire furono quattro: Nicola Berti, Forza Inter!
Ecco la mia vita era segnata.
Nei giorni seguenti rividi quella cavalcata maestosa più e più volte. Bayern Monaco – Inter finì 0-2 e Nicola Berti segnò un gol da antologia.
Aspettai 15 giorni per vedere la prima partita live della mia nuova squadra del cuore, 7 dicembre Stadio San Siro: Inter Bayern Monaco, solo una formalità dopo l’andata…macchè!
Scoprii ben presto che la mia passione per quella squadra maledetta mi avrebbe portato come sulle montagne russe, prima su e poi miseramente giù.
Attaccato alla TV vidi con le lacrime agli occhi quei crucchi maledetti bucare Walter Zenga tre volte in appena otto minuti, odiavo già quella mancanza di equilibrio, quella pazzia schizofrenica, quella sensazione di sfiga tatuata addosso, ma tant’è, ormai c’ero dentro fino al collo.
Negli anni ho imparato ad ammortizzare le delusioni che purtroppo sono state parecchie, ma ho sempre pensato che essere interisti volesse dire sfuggire alle banalità,
sfidare la sorte e amare il rischio, da adolescente pensavo, tutti sanno tifare Juve o Milan ma prova ad essere interista per un paio d’anni e vedrai come ti tempri il carattere,
vedrai cosa significa sudarsi le gioie, perché le gioie ci sono state state eccome se ci sono state.
Gli Interisti veri quelli come me, quelli che guardano Inter Sampdoria 3 a 2 fino al ’94 (anche se al ’87 era 0 a 2) hanno ingoiato di tutto,
hanno amato campioni leggendari come Javier Zanetti, Lothar Matthäus, Ronaldo, Diego Milito, Spillo Altobelli e Walter Zenga gente che ha fatto vincere coppe e campionati, 
ma come loro lo stesso affetto è stato riservato anche a gente come il Chino Recoba, Benny Carbone, Marco Branca, Oba Oba Martins e al grande Paul Ince, con loro cazzo…non abbiamo vinto una s**a!
Però porca miseria, davano tutto, sputavano sangue per la maglia, per i tifosi, per l’Inter!
Come loro, anche noi tifosi abbiamo sputato sangue. E la passione che avevamo era tanta, ma dopo aver raggiunto il massimo sportivo nel 2010 come nessun’altra squadra mai in Italia,  
sembra che qualcuno stia spegnendo la luce, stia soffiando sulla candela, stia distruggendo tutto.
Abbiamo visto in questi ultimi anni le peggio cose, abbiamo visto la fascetta addosso a Ranocchia e Nagatomo, abbiamo visto seduti al posto di Mourinho e Trapattoni gente insulsa e antipatica come Mazzarri e Gasperini e tutta una serie di terzini e mezzepunte mediocri e sempre di passaggio.
Ma ora basta, io,noi, stiamo per abbandonare la nave, non pensavo che sarebbe mai successo, ho sempre odiato quelli che salivano e scendevano dal carro continuamente, io dicevo sarò sempre fedele perché ci siamo sempre rialzati.
Ci siamo rialzati dopo quella sera nel 1988 ci siamo rialzati dopo il 5 maggio, dopo gli euroderby sfigati e immeritati e ci siamo rialzati pure dopo aver visto quell’idiota di Roy Hodgson prendere per il collo “Il Capitano” in un’altra notte amara.
Ma ora siamo al tappeto: addio Cara Inter credo di non riuscire a reggerti più e l’unica cosa che mi dispiacerà sarà non poter entrare in camera di mio figlio alle dieci di sera sbronzo di gioia urlando come un pazzo Forza Inter!!!!!!!!!”.
Articolo di: un anonimo interista
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