Post Italia-Germania: non ricordavo quanto fossero lunghi 120′

Post Italia-Germania: non ricordavo quanto fossero lunghi 120′

Non ricordavo quanto fossero lunghi 120 minuti, l’infinito calcistico. La voce che ormai se ne
è andata e solo il fondo della birra ormai bollente nella bottiglia.
Non ricordavo quanto fossero spietati i rigori dove le distanze quasi annullano e tutto passa
per undici metri di tensione e paura di combinarla grossa.
Raccolgo i cartoni della pizza, butto i bicchieri nella plastica. Saluto gli amici che hanno ben
poca voglia di parlare, ripenso che non si può annunciare il cucchiaio quasi a dire “mi salto
tua sorella”. E poi calciarla a lato.
Sorrido, senza motivo apparente mentre la sera ormai è matura. Ripenso ai rigori battuti
non senza ignoranza centrali, sotto la traversa. Annodo la bandiera alla canna della bici e mi
avvio verso casa. Intorno a me il traffico dei tifosi che carezzavano il pensiero di fare
baldoria in piazza, di mandare a quel paese i tedeschi ancora una volta.
Sorrido perché anche se è finita male, nonostante tutto sono felice. Felice perché alla porta
sono finiti i campioni d’Europa. E potevano finirci pure quelli del Mondo.
Siamo sconfitti, ma non battuti

 

Pezzo di: Nicolò Premoli

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