Quando il calcio è vita

Quando il calcio è vita

Amo il calcio più di qualsiasi cosa.

E’ una passione troppo grande, che ti prende e non ti lascia più. Non saprei spiegare come ti senti quando la tua squadra è in vantaggio uno a zero, in una partita importante, contro una squadra forte e mancano pochi minuti alla fine. Hai paura, tremi e speri che quella partita finisca così, con una super vittoria. Non saprei spiegare come ti senti quando la tua squadra perde, quando viene criticata. Una vittoria o una sconfitta sconvolgono una giornata, cambiano l’umore. Una sconfitta fa male, ma l’amore, come quando sei innamorato, supera sempre tutto, e non c’è sconfitta che tenga. Quella è la tua squadra e la amerai sempre più di tutto, specialmente quando perde. Non saprei spiegare come ti senti quando vinci una partita importante. Ti senti forte, felice. Perché la tua squadra è una delle poche certezze nella vita, un motivo d’orgoglio, un amore sconfinato. E’ un occasione per stare in famiglia, per farsi due risate, per sfogarsi.

Il calcio è parte fondamentale della mia vita, soprattutto adesso che lo condivido con la persona che amo. E’ stato lui che ha fatto scattare la scintilla tra di noi. Ero lì che giocavo con la Playstation e saltò fuori il nome di Recoba. Io feci un commento, come un vero maschio, perché diciamoci la verità: quante ragazze sanno chi è Recoba? Fu amore. Io abbonata allo stadio, tifosa sfegatata della Roma, lui, interista, calciatore in eccellenza. Il calcio l’ho sempre vissuto da tifosa, sugli spalti o davanti alla Tv, lui, invece, lo ha sempre vissuto in campo, oltre che da tifoso. Ha militato in famosi club italiani, poi la sfortuna e gli infortuni lo hanno riportato in eccellenza, dove ancora gioca.

Attaccante centrale, forte fisicamente e bravo con i piedi, un vero bomber. In campo e fuori. Perché un bomber è bomber in campo e nella vita e io sono davvero orgogliosa della persona che ho accanto. Non c’è compagno di squadra, un allenatore, un presidente, un ex compagno che non gli abbia fatto un complimento, non per il talento, quello lo dimostri in campo, ma per la persona che è. Perché quando dimostri sempre amore per quello che fai, quando vivi la tua passione nel modo giusto, quando ti impegni anche più del dovuto, quando l’umiltà è la tua principale forza e quando la serietà ti contraddistingue in ogni circostanza, non puoi non essere ricompensato. E questo mi riempie di orgoglio. Perché lo vedo e quando parla del calcio gli brillano gli occhi. Perché se propongo qualcosa da fare nel week end, subito mi risponde “domenica c’è la partita!”. Può anche non giocare, ma sugli spalti deve essere presente. E lo capisco, lo capisco perfettamente, perché quando mi propongono qualcosa io guardo prima il calendario della Roma, poi decido.

E’ così, il calcio ce lo hai dentro. Lui si arrabbia da morire e non ci crede che io mi incazzi tanto per qualcosa che non mi da una ricompensa, perché mica gioco nella Roma. E io rispondo sempre “che c’entra? La Roma è la mia passione. Anzi, ritieniti fortunato. Hai una ragazza che ti chiede di vedere le partite, che gioca a Fifa insieme a te, che conosce il calcio e che ti dice di fare silenzio quando c’è la partita della Roma”. E lui è felice, anche se non lo da a vedere. Gli piace guardare le partite, i giocatori forti (il suo idolo è Ronaldo, quello vero, non a caso), però non ci si arrabbia come faccio io. Si arrabbia per la sua squadra, in mezzo al campo e da tutto per la maglia che indossa. Perché quando torna a casa dopo una partita, racconta per filo e per segno quello è successo e, se disgraziatamente hanno perso, ci pensa e ci ripensa. Talmente tanto che, anche se il discorso è cambiato, lui se ne esce con frasi del tipo “che cavolata sul secondo goal!”. E io lo amo anche per questo, per quanto ama il calcio. Soprattutto adesso che non può giocare. Un fottuto problemino al cuore lo ha fermato e lui non ci sta. Non vede l’ora di tornare in campo, di dare tutto alla sua squadra. Non vede l’ora di calciare quel pallone. Dio quanto gli manca! E io lo vedo e lo percepisco da ogni minima cosa. Quando tutta la tua vita ruota intorno ad una passione e all’improvviso ne vieni privato, il mondo ti crolla addosso e non riesci a pensare alla tua vita senza di lei. Senza calcio.

Io, però, so che hai un carattere forte, so che già sei con la testa al prossimo anno, so quanto ci tieni, conosco le tue capacità e la tua tenacia, so che non ti arrendi facilmente. E allora fa come il tuo idolo, fa come Ronaldo. Sembrava sconfitto, è tornato più forte di prima. Io non vedo l’ora di rivederti su quel prato verde.
Ti auguro il meglio, sempre, perché sei il mio bomber.

articolo di: Chiara P.

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