Una strana serata di calcio al bar

Una strana serata di calcio al bar

Metti una serata come tante. Una di quelle serate dove sei pensieroso davanti ad un bivio: o a casa a guardare un film – magari con la morosa che nella lista degli optional ha pure i piedi gelati – oppure a caccia di un locale dove dimenticarsi dei primi freddi. Ha deciso pure di piovere mentre da qualche parte addirittura nevica. Freddo e vento. Ma il richiamo di un sabato calcistico con «El Clàsico», City-Liverpool e Juve-Milan non può certo lasciare indifferenti. Non può e non deve.

«Ascolta dai, usciamo. Andiamo al solito posto e ci vediamo le partite»

Apri le porte del locale fidato. Di quelli dove sei praticamente certo di trovare un posto libero. Una certezza granitica come l’arrivo di qualche titolare il 31 agosto alle 23:00 che sconvolge tutti i piani per il fantacalcio e ti costringe a tirare fuori dal cilindro qualche miracolo già dalla prima giornata. Ma il calciomercato non è più quello di una volta: un tempo in extremis arrivava Milito, adesso non arriva Ibrahimovic. E pure quel locale non ha più la stoffa di un tempo. Le voci girano in fretta: si mangia bene e non si spende tanto.

«Ciao, per caso hai un tavolo libero?»

«Guarda, per ora abbiamo posto al banco. Ho tutto prenotato. Poi però, più tardi, si libera un tavolo»

“Posto al banco”. “Tutto prenotato”. Cinque parole che hanno lo stesso effetto di una pallonata dritta dritta nelle parti basse. Lo stomaco che si contorce, qualche lunghissimo secondo di sconforto per poi fare finta che va tutto bene. No, non va bene per niente. E’ presto, la partita deve ancora iniziare e già il torcicollo è una realtà. Ti siedi nella speranza che quel tavolo promesso si liberi mentre il Barcellona in campo fa quello che vuole. Poi, all’improvviso, una frase, la sciabolata agghiacciante.

«Scusate. Sapreste dirmi chi sta giocando?»

“Sciabolata” perché arriva all’improvviso. Proprio dai vicini di bancone. “Agghiacciante” perché in campo ci sono Manchester City e Liverpool, non proprio due squadre sconosciute. OK, in PES non hanno ancora la licenza ma possibile che in trent’anni di vita non si sia mai vista una partita di Champions? Che non si sia mai sentito parlare della notte di Istanbul? No, semplicemente non è possibile. Abbassi lo sguardo dal televisore, rispondi. Rialzi lo sguardo e ti chiedi cosa ci facciano seduti lì con un livello di istruzione calcistica fermo a “Messi difensore”.

«Ah allora avevo ragione. Ma poi chi gioca?»

Sei ancora al bancone. 20:37. Fuori la tempesta infuria tanto che il segnale video a tratti è disturbato. Su Facebook qualcuno non la prende bene. In quel tavolo promesso i piatti sono ormai vuoti, così come i bicchieri. Rispondi «Juventus e Milan», stancamente. E ti chiedi perché quei due morosi al bancone non abbiano deciso di passare una serata sotto al pile. Con tanto di piedi gelati incorporati. Dovevano e potevano farlo. Perché quei due posti dovevano essere liberi, pronti ad accogliere qualche orfano delle pay-tv. Soprattutto dopo due settimane di quasi completa astinenza pallonara.

Articolo di: Nicolò Premoli

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