F.C. United of Manchester: The Red Rebels

F.C. United of Manchester: The Red Rebels

“Cosa può esserci di meglio dello United?” “il Manchester City!” era lo scambio di battute fra uno scout del Manchester United e Jimmy Grimble nel film che nel 2000 raccontava la storia del ragazzino tifoso dei Citizens in un periodo in cui il City navigava fra Premier e First Division (se non Second Division). Era una celebrazione del senso di appartenenza e di orgoglio nel tifare la squadra più “sfigata” della città, tanto da far dire al protagonista: “Essere un tifoso del Manchester City in una giungla di tifosi del Manchester United è come essere un animale in via di estinzione.”

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Se oggi si dovesse rifare un film del genere, dopo l’avvento degli sceicchi nel lato “sky blue” della città sicuramente la squadra scelta sarebbe l’F.C. United of Manchester, e non è un errore di battitura, a Manchester oltre allo United ed al City esiste una piccola grande squadra, nata poco più di dieci anni fa dall’unione di ex tifosi dello United, in segno di disappunto verso la nuova proprietà del club allora allenato da Sir Alex Ferguson. Ma andiamo con ordine: è il 19 maggio 2005 quando alcuni tifosi dei Red Devils annunciano ufficialmente di aver fondato l’F.C. United of Manchester, in seguito alla vendita dell’intero pacchetto azionario del club al magnate americano Malcom Glazer. Ed è da subito un successo: fin dalla sua nascita il club ha potuto contare su circa 4000 donatori, il club è di proprietà dei tifosi (le quote sono divise equamente) e per statuto non è permesso a nessun individuo prendere possesso interamente della società o dividere fra i soci i proventi della squadra, che devono essere investiti per migliorare la situazione di squadra e tifosi. I colori sociali, neanche a dirlo, sono come quelli della loro ex squadra: il rosso, il bianco ed il nero ed al contrario dei “cugini ricchi” la divisa non presenta sponsorizzazioni su di essa, come segno di integrità morale e di protesta contro il calcio moderno.

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Dal 2005 ad oggi la squadra ha ottenuto quattro promozioni, di cui le prime tre consecutive, arrivando a giocare questa stagione, la 2015/16, in National League North, il sesto livello del Calcio Inglese e quest’anno ha inaugurato il proprio stadio, anch’esso di proprietà dei tifosi: il Broadhurst Park, con una capacità di 4.400 posti a sedere. E la presenza degli spettatori sulle tribune nel nuovo stadio batte quella di molte squadre della Serie B italiana, con una media di più di 3400 supporters a partita. Il sogno di tutti ovviamente, oltre a quello di arrivare un giorno in Premier League, è di incontrare la loro ex squadra, il Manchester United, in un match di FA Cup, visti i buoni risultati ottenuti negli ultimi anni.

Se pensate che sia una squadra da poco vi sbagliate, perché lo stesso Sir Alex Ferguson nel giorno della loro nascita disse: “E’ un giorno triste. Mi dispiace. Mi chiedo però quanto siano veramente fan del Manchester United questi tifosi che ci abbandonano”, testimoniando come questa squadra sia vissuta da quelle parti.

L’F.C. United of Manchester è un bell’esempio di come il calcio non sia solo una questione di soldi e che la sua vera anima di esso rimangono i tifosi, ed è meglio non farli arrabbiare troppo. Forse dovrebbe servire da lezione a qualche patron nostrano.

Non ce ne vorrà nessuno se anche noi, nel nostro piccolo, siamo un po’ tifosi dei “Red Rebels” di Manchester.

P.S. Solo recentemente un gruppo di tifosi dello United of Manchester è tornato all’Old Trafford, ma hanno tenuto a precisare che lo fanno per passione verso il calcio e i Red Devils, specificando che sono e saranno sempre contrari alla gestione della famiglia Glazer.

Articolo di: Francesco “Cisco” Sarchi

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