Vita da portiere: l’elogio dell’estremo difensore

Vita da portiere: l’elogio dell’estremo difensore

Il portiere, non è un ruolo. Il portiere è vita. Non si sente molto spesso dire dai telecronisti durante una partita: “Che parata del portiere!”. Si sente di più: “Che errore dell’attaccante!”.
Ma non sanno cosa vedono gli occhi del portiere. Non sanno le emozioni e le paure che danno quell’1 incollato sulla schiena,non lo sanno, non lo possono sapere.

“Il portiere non fa niente, sta li impalato a guardare gli altri.”, dicono. Che ne sanno loro del mostro Kahn, del mitico e irripetibile Soviero. Loro non sanno quanto lavoro ci vuole per stare tra quei 3 pali? Sanno quanto sudore versano e quanta polvere mangiano i portieri per arrivare sempre uno scalino in più di quello che già sono?

Il portiere è sacrificio, il portiere è emozione, paura, tensione. Il portiere è quel lavoro sporco che nessuno vuole fare, che tutti guardano con superiorità, ma che tutti temono. Quando gli attaccanti si avvicinano alla porta avversaria, vedono davanti quel piccolo puntino con le braccia larghe che si avvicina sempre di più. Quel puntino che piano piano diventa sembra più grande. Un’ombra che potrebbe infrangere i tuoi sogni, le tue gioie.

Il portiere è li, incapace di capire cosa succederà l’azione dopo. Se dovrà tuffarsi e come, se dovrà solamente chiamare una copertura o una marcatura. Il portiere è puro istinto. È li che urla indicazioni ai compagni, la maggior parte delle volte senza essere ascoltato, ma non si arrende, MAI, continua imperterrito ad urlare e urlare finché qualcuno non lo sente e segue le sue direttive. Il portiere è anche una guida, un leader.

Capisci di esserci troppo dentro quando ogni occasione è buona per fare un po di allenamento e far vedere di che pasta siamo fatti. Un portiere lo riconosci sempre: un portiere qualsiasi cosa gli lanci, la blocca senza paura, QUALSIASI COSA SIA. E sono sicuro che qualsiasi vero portiere se fosse a un matrimonio,vestito di bianco e gli arrivasse un pallone infangato, non avrebbe paura a bloccarlo al petto.

Il portiere, è vita. E invece di pensare ai vostri figli con un numero 10 sulle spalle, cominciate a fargli vedere i numeri 1, quelli veri. Fate crescere dei grandi portieri e farete crescere dei grandi uomini.

Articolo di: Lorenzo Moscardini

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