Zlatan, l’uomo che strinse un patto col Diavolo

Zlatan, l’uomo che strinse un patto col Diavolo

Secondo minuto di recupero del ritorno dei quarti di finale di Europa League.

All’Old Trafford si fronteggiano lo United e l’Anderlecht ed il risultato è congelato sull’1-1 anche se il gol dei Red Devils sembra ormai nell’aria da minuti.

Tutti attendono solo il fischio del direttore di gara per procedere ai supplementari.

Carrick scodella improvvisamente in area e Zlatan si avventa sul pallone com’è abituato a fare; c’è un contrasto aereo fra lui e Kara, poi la caduta , l’estensione anomala del ginocchio…gioco fermo. Zlatan esce dal campo sulle sue gambe ma le prime notizie che iniziano a circolare dopo il termine del match (deciso durante i supplementari da quel fenomeno di Rashford) non sono affatto buone.

La lesione riportata lo costringerà a chiudere con quella partita maledetta la sua stagione che in molti sostenevano fosse anche la fine della sua carriera.

Poi ci si mette anche la società che decide di scaricarlo e su di lui in estate si susseguiranno moltissime voci di mercato che lo avvicinano a squadre italiane ed estere.

Un tunnel di negatività da cui in pochissimi sarebbero stati capaci di uscire a testa alta. Apparte LUI. Si cela nel silenzio per parecchi mesi e inizia il suo recupero lentamente, mostrando solo qualche progresso sui social; mentre tanti parlavano, lui agiva.

Circa 4 mesi dopo l’infortunio giungono finalmente buone notizie, il ginocchio sembra migliorare e lo mostra praticando dei calci di Taekwondo; un’arte marziale che sembra piacergli quasi quanto il calcio, e poi finalmente la notizia che tutti aspettavano: lo United gli offre un anno di contratto. Probabilmente tornerà in campo a Gennaio (o forse prima vista la sua iscrizione alla lista Champions…) per terminare la missione che ha lasciato in sospeso.

Giving up is not an option…come recita il suo spot motivazionale pubblicato su Instagram, forse perché godersi uno stipendio multimilionario pagato da qualche squadra cinese o americana a 35 anni e con un ginocchio in condizioni precarie sarebbe stato giusto nel 2017, se il calciatore in questione non fosse stato Zlatan. Per lui accettare una proposta del genere avrebbe significato abbandonare del tutto la competizione.

Perché di anni ne ha 35, ma per la voglia di mettersi in gioco che ha potrebbe ancora essere un ragazzino che ha tutto da dimostrare. Come se non bastasse all’Old Trafford ci rimetterà piede ma non con il solito 9 sulle spalle che è stato destinato a Lukaku, bensì con il 10. QUEL 10 che era appartenuto a Wayne Rooney fino a qualche mese prima e che rappresenta una delle maglie più pesanti del calcio moderno.

Zlatan Ibrahimović , l’uomo che strinse un patto con il diavolo.

 

Articolo di: Davide Scano

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