BOMBER NEWS – Tromba una fan in panchina: licenziato

BOMBER NEWS – Tromba una fan in panchina: licenziato

Bomberata sopraffina avvenuta qualche giorno fa in Inghilterra, patria della Regina e del bon-ton. Il bomber in questione è (o meglio, era) l’ attaccante del&n…

Bomberata sopraffina avvenuta qualche giorno fa in Inghilterra, patria della Regina e del bon-ton.
Il bomber in questione è ( o meglio, era) l’ attaccante del ClitheroeJay Hart, licenziato dal suo club per essere stato immortalato mentre faceva sesso con una tifosa con la tuta ufficiale della squadra addosso. Ma partiamo dall’inizio. Jay, calciatore semi professionista, già dalle foto mostra un fisico da alzatore di polemiche: addominali da pranzo, culo molto basso e gomito del bevitore. 
Il suo fascino da adone della periferia di Manchester ha stregato una bomberina sugli spalti durante il match contro il Mossley AFC: del resto, come resistere a questo maschione di razza caucasica?
Il fattaccio è avvenuto dopo una partita organizzata dal club ospitante per l’iniziativa “La giornata delle donne” per promuovere la partecipazione delle bomberine a supporto del club. Direi che il progetto è riuscitissimo. 

A fine gara, persa dal Clitheroe, bomber Jay Hart, che in campo non ha infilato la porta nemmeno lontanamente, ha pensato bene di appartarsi con una buzzi-cozza della tribuna avversaria. Presissimo, bomber Hart non si è nemmeno tolto la divisa. Immortalato da un lesto guardone con il cellulare, il video (visibile qui) è stato caricato in rete e è diventato virale.
La presidentessa del Clitheroe, Anne Barker, ha licenziato il povero Hart spiegando: “Tutti i giocatori che indossano la nostra divisa sanno che in quel momento ci stanno rappresentando e da tutti ci aspettiamo disciplina“. Al di là della paternale, siamo più che sicuri che Anna si sia solo risentita per non essere stata bombata lei dal suo bomber, come vuole la tradizione.
Jay Hart, sposato (non ancora per molto) e padre di due figli ha dischiarato: “Sono rammaricato. Avevo bevuto un paio di drink, ero lontano da tutti, pensavo di non essere visto“. Ragazzo, ti aspettiamo nella patria del bomberismo, l’Italia. Qui non sarai giudicato ma accolto. Onore a te, Bomber.
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