Il ritorno di Fifa e le nostre madri/fidanzate che non capiscono

Il ritorno di Fifa e le nostre madri/fidanzate che non capiscono

L’eterna rivalità tra Pes e Fifa è dura a morire e, diciamocelo, un po’ ci piace. La differenza sostanziale, al di là della grafica, è sostanzialmente una: in F…

L’eterna rivalità tra Pes e Fifa è dura a morire e, diciamocelo, un po’ ci piace.
La differenza sostanziale, al di là della grafica, è sostanzialmente una: in Fifa si può giocare anche con la terza divisione del Nepal ufficiale, in Pes avete ancora tutta la Premier League tarocca e vi viene un aneurisma a leggere Man Blu, Man Rede e cagate simili. Qual è il minimo comune denominatore di queste due pietre miliari della vita di ogni bomber?
Semplice: il numero illimitato di rapporti interpersonali rovinati, esattamente proporzionale alle ore spese crepandosi gli occhi di fronte alla console. Ma non è colpa nostra bomber, non siamo noi i tossicomani, sono gli altri, le persone che ci circondano che non capiscono. Loro sono i diversi, non noi. Loro sono i “disturbatori” forse pagati da Ea Sports o Konami per romperci i coglioni.
L’esempio più comune di disturbatore è “la mamma”.

Le madri hanno una sorta di settimo senso come i cavalieri dello Zodiaco per arrivare nel momento peggiore con domande assurde. Esempio: semifinale di Champions League 2021
Real Madrid (cpu) – Albinoleffe (player). Risultato d’andata 0-1 in casa. Al Bernabeu state strappando un miracoloso 1-2 e sapete benissimo che il bastardo pcconsole darà il massimo verso l’85’ per rompervi il culo. Contropiede fulmineo dei blancos…bomba da fuori area di Xabi Alonso (risorto 14 volte), il portiere para ma non trattiene, zuffa in area, battiti a mille e solo in quel momento la fatidica domanda esistenziale di vostra madre: “mangi a casa? / ha chiamato la nonna? /visto che tempo fuori? / non parliamo mai, come va a scuola/lavoro?”. Le madri, nemico numero uno del player, hanno anche una tecnica sopraffina per indurvi all’errore: passarvi davanti o pulire un punto di casa esattamente in traiettoria con lo schermo. Quel millesimo di secondo di distrazione sapete bene che vi sarà fatale: tap in vincente di Benzema, Real in finale. Tempesta di bestemmie elaborate e articolate, madre triste per un figlio completamente alienato dalla realtà e anticristo.
Primo rapporto rovinato: la famiglia.

Il secondo gradino del podio spetta alle fidanzate. Se le chiamate voi siete appiccicosi: “non mi lasci il mio spazio, ho anche una vita mia, sai?”. In tutta la giornata vi siete inviati 893 messaggi ma non bastano a lei che all’improvviso decide di farvi la sorpresona.
Chiamata per raccontarvi un fatto determinante come “sono andata dalla parrucchiera” o “sapessi che magliettina nuova mi sono presa”. Non-mene-frega-un-cazzo. Oppure domande assurde come :“dove mi porti l’estate prossima?“: al cimitero se continui così! Siamo a Dicembre e il mio Albinoleffe è a un passo da una finale storica. Malgrado il vostro disappunto non potete non rispondere perché solo due cose reggono le sorti del mondo: la figa e i soldi.
Mettete in pausa con 15 giocatori nella vostra area. Ascoltate, perché voi non parlate e continuate con la mano libera a settare le impostazioni tattiche della squadra. Finita la chiamata riprendete il gioco ma ormai l’adrenalina è passata, la concentrazione manca, lo sapete… Tap in vincente di Benzema. Real in finale. Risponderete acidi al prossimo sms o non risponderete affatto. Iniziano i rancori.
Secondo rapporto rovinato: la fidanzata.

Arriviamo alla situazione più comune di tutte.
Venerdi sera, prima dell’aperitivo ci si trova a casa dell’amico che ci vuole mostrare il nuovo Fifa. “Lo proviamo?” “Guarda giusto un tempo che poi dobbiamo andare! Mezz’oretta e usciamo”.
È la fine. Si inizia con la prima, la rivincita, la bella, la bella della bella, l’ultimissima, la penultima, ancora mezza e poi basta… Aperitivo e cena saltata. Ma non finisce qui, ci saranno almeno un paio di amicizie rovinate per sempre. In tutte le compagnie c’è l’amico bastardo che ti fa rivedere il replay del suo gol nove volte almeno urlando come Altafini. Ci sarà quello che non conosce nemmeno le regole del calcio ma dal culo infinito vi batte alla prima gara della sua vita. Con spirito olimpico si accetta la sconfitta, Terzo rapporto rovinato: gli amici.
Detto questo, parafrasando Mel Gibson in Braveheart: “Certo, chi spegne Fifa resta vivo. Almeno per un po’. Agonizzanti in un letto, a molti anni da adesso, siete sicuri che non sognerete di barattare tutti i giorni che avrete vissuto a partire dall’abbandono di Fifa per avere un’occasione, solo un’altra occasione di impugnare un joypad e urlare al mondo che potranno toglierci tutto ma non la libertà di portare l’Albinoleffe sul tetto d’Europa?”

 

Tratto dal libro: “Chiamarsi Bomber tra amici senza apparenti meriti sportivi” – Historica Edizioni

Articolo di: Filippo Brandolini

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