ROMA FLOP 11

ROMA FLOP 11

Veni, vidi, schifo. Tanti volevano essere imperatori all’ombra del Colosseo. Bearsi della sapienza testaccina del vate Francesco Totti. Abbagliarsi con le tinte…

Veni, vidi, schifo. Tanti volevano essere imperatori all’ombra del Colosseo. Bearsi della sapienza testaccina del vate Francesco Totti. Abbagliarsi con le tinte di Cassano in piena fase Pikachu. Poter bere alla fonte della conoscenza e facilità linguistica di Del Neri. Invece no. Hanno fatto schifo. Come Rudi Voeller, capace di battere il suo record di durata sulla panchina solo in simpatia, che allenerà questo flop team. Volevamo metterci proprio Del Neri, ma poi metterci uno che non parla italiano…

Mauro Goicoechea
Ha portato il concetto di “meglio una sedia in porta” alla massima espressione. Con il funambolico argentino anche uno sgabello da bar bello sottile sembrava Courtois. Ennesima intuizione del mai banale Zeman che di lui disse “mi serve un portiere bravo con i piedi”. Lui però giocava in porta Zdenek, con le mani. Resta nella storia della Serie A per il tentativo di far la rimessa dal fondo, come se niente fosse, dopo essersi spedito da solo in porta, insieme al pallone, sul pericolosissimo traversone di Avelar con il Cagliari.
SCAVOLINI

Abel Xavier
Che dire del portoghese. La fusione tra Prince Boateng, Dennis Rodman e P.E. dell’A Team. Alla Roma gioca solo tre partite ma è di certo uno di quei calciatori che fanno bestemmiare la folla perché sembra che ti prenda pure un po’ per il culo. Alto, fermo, con quella faccia un po’così. Abel è una delle punte di diamante dell’anno di Del Neri. Il tecnico stravede per lui. Vedendolo sgroppare gli ricorda troppo capitan D’Anna ai tempi dei miracoli veronesi. Dalla sua anche una insospettabile carriera internazionale con il Portogallo. Dei lusitani si dice che siano i più forti senza le porte. Abel Xavier, senza il campo.
LENNY KRAVITZ

Matteo Ferrari
Affacciandosi al grande calcio Ferrari non ha lasciato dubbi: è scarso. Scarso alla “puntalo che è scarso” di Cirilliana memoria. Nasce come grande promessa nell’Inter, e già ci sarebbe da fermarsi a meditare, Poi si mette in luce nel Parma tendendo il trappolone al vecchio Francone. A Roma il difensore vive una doppia vita.  Di giorno lo bucano tutti, di notte buca la Yespica. Forse non era così scarso dai.
PENNELLONE

Sami Kuffour
Questo sì che fu un colpo in classico stile Condor Galliani. Arriva nella capitale trentenne e più sazio di Fassino da McDonalds. In maglia giallorossa si siede leggermente, venendo presto chiuso dal sex appeal del primo Mexes; quello coi codini per intenderci. La dimensione dell’amore che provano per lui a Trigoria straripa quando dopo appena un anno viene prestato al Livorno.
VORACE
 
Simon Kjaer
Completa lo schieramento difensivo il fortissimo danese. Nella sua testa c’era la ferma intenzione di emulare il connazionale Martin Laursen: Fregare tutti facendo due gol di testa in provincia per poi vedere l’effetto che fa giocare da pippe in una grande piazza. Il salutista Walter Sabatini non ha sentito ragioni e lo ha voluto lanciare nella capitale. Finisce nel calderone con i ragazzi di Luis Enrique. Giovani, carini e fischiati.
BELLI CAPELLI
 
Dimitri Alenitchev
Il centrocampista russo, passato dal freddo siberiano al calore di Roma, si scioglie senza far rumore. Unico acuto è il suo inserimento nello scambio per l’arrivo del calciatore più di culto di quel tempo: Hide Nakata. Alenitchev è anche un esempio di “ma è lui o è uno che si chiama uguale?”. Domanda e sensazione suscitate vedendolo segnare con il Porto in finale di Coppa Uefa  prima e di Champions l’anno seguente. Il calcio è strano Beppe.
LA PIPPA CHE VENIVA DAL FREDDO

Houssine Kharja
Giocatore di culto del campionato italiano. Tantissimi tifosi se lo sono visto piombare a caso nella rosa della propria squadra senza sapere a chi avessero fatto un torto. La Roma lo strappa alla grande Ternana mostrando scarsissima lungimiranza data la presenza nelle fila dei rossoverdi del bomber Borgobello. Lui si che avrebbe spostato parecchio. Il Marocchino invece alla Ternana ci torna l’anno seguente e in C1.
JOLLY DI PANCHINA
 
Mauro Esposito
Sarebbe un attaccante, è vero, ma là davanti di “fenomeni” ce n’è tanti. Per questo Maurino si ritaglia uno spazio da esterno di centrocampo nella flop 11. Rappresenta l’emblema della tamarrìa applicata al calcio. Il fatto che arrivi in Nazionale insieme al fratello di tante battaglie Langella è di per sé ragione per commissariare la Federazione. A Roma non fa praticamente niente. Solo per aver portato il suo metro e settanta e i suoi dentoni sul prato dell’Olimpico però merita la presenza e il nostro amore.
ESPOSITO A EURO 2016
 
Adriano
Ovviamente quando è arrivato a Roma i riferimenti al suo stato d’Imperatore si sono sprecati. A dire il vero i primi intoppi si sono palesati al momento della presentazione. Il numero di persone che potevano entrare al Circo Massimo per assistere al suo arrivo era limitato dal fatto che dovesse starci dentro anche a lui. Nell’intima cerimonia spiccava anche una sobria sciarpa con la scritta “Mo’ te gonfio”. Chi si è ulteriormente gonfiato nei mesi a seguire lo dice la storia.
MO’ ME GONFIO

Mido
Un terrorista senza mezzi termini. In campo come fuori era controllabile quanto la glicemia di Galeazzi. Si dice s’intrattenesse in gare automobilistiche clandestine ad Amsterdam con l’allora compagno Zlatan. L’egiziano ha collezionato meno di dieci presenze con la maglia giallorossa facilitando di fatto la vita di arbitri, steward, prefetti e vigili del fuoco.
PRIMAVERA ARABA

Fabio Junior
Come rispondere a Shevchenko e Ronaldo? Semplice! Con l’arrivo dell’uragano. L’uragano, ribattezzato successivamente “er venticello”, non è altri che Fabio Junior. Un ectoplasma brasiliano costato 30 miliardi e con un ingaggio di 2 all’anno per 5 stagioni. Praticamente il più grande furto della storia dopo ogni singolo centesimo dato a Bonera negli ultimi anni. Di gol per la Roma, prima di essere spedito a calci, ne mette addirittura quattro. Una rete delle sue valeva più di sette miliardi. Che gioiello!
RONALDO CHI?
 
 

Elia Lavelli
@ACMironjr

 
 
 
 
 
 

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