La storia (più o meno reale…) di JUAN CUADRADO

La storia (più o meno reale…) di JUAN CUADRADO

A Lecce Cuadrado ritrova il suo clima ideale ed esplode come un raudo a San Silvestro. Assieme al suo amico di mille battaglie e centinaia di scippi Muriel cond…

Juan Guillermo Cuadrado Bello nasce a Necocli in Colombia 25 anni fa con un grossissimo ossimoro nel nome: Bello. Come se le imprese degli Abbagnale fossero state commentate da Giampiero Galeazzi Rachitico. 

Si fa le ossa correndo nei campi di papaveri senza mai battere ciglio. Da piccolo era odiato da tutti i suoi amici di quartiere perchè giocava con loro a volto scoperto causando picchi di suicidi infantili nel suo piccolo paese. 

L’Indipendiente Medellin gli mette gli occhi addosso dopo averlo notato durante una tedesca fuori dalle poste in cui Cuadrado segna di tacco in sella al Ciao truccato col quale aveva appena rapinato una vecchietta. 

Nel Medellin rimane fino al 2009 quando un’emissario dell’Udinese, ex esponente dell’Anonima Sarda, lo rapisce e lo porta ad Udine. La famiglia di Cuadrado avendo meno soldi di SportItalia non paga il riscatto fissato a 4 euro e Cuadrado è costretto a rimanere ad Udine. L’ambientamento di Cuadrado non è dei più facili. Passare dal clima equatoriale della Colombia alla tundra friulana lo tempra come uomo ma lo avvicina contemporaneamente alla religione Mosconiana guadagnandosi le antipatie del mister. In 2 stagioni colleziona più presenze che dribbling riusciti e dopo l’ennesima predica di Don Guidolin, supplica patron Pozzo di mandarlo al caldo. Lecce.

A Lecce Cuadrado ritrova il suo clima ideale ed esplode come un raudo a San Silvestro. Assieme al suo amico di mille battaglie e centinaia di scippi Muriel conduce il Lecce ad una tranquilla retrocessione nonostante decine di partite più truccate di Anna Tatangelo a Sanremo. 

Due anni fa il passaggio a Firenze. Pradè lo ha visto crescere sin dai tempi in cui lavorava per Califano in Colombia e ha voluto puntare su di lui per risollevare le sorti di una piazza in cerca di rivincite. Soprattutto nella scorsa stagione, Cuadrado è diventato l’idolo della tifoseria da quando ha indossato una fascetta per i capelli fuxia che ha richiamato al Franchi tutta la comunità omosessuale della Toscana. Adesso quando gira per le vie del centro e gli cade qualcosa per terra la lascia lì. Foss’anche il malloppo di una rapina appena fatta.

In nazionale ha finora giocato 37 partite segnando 5 gol ma soprattutto ci ha deliziato con foto da bimbominkia che lo ritraggono al cesso, con cappelli dichiarati illegali in 90 stati e soprattutto video in cui lui e Muriel prendono in giro Armero rischiando la vita più di un giocatore della Nocerina che voleva scendere in campo a Salerno. Il suo indice di gradimento nel cuore dei tifosi di Firenze resta altissimo pari almeno a quello dei bomber per Aldino Lo Schifoso. 

Admin Riccardo in collaborazione con Raffaele de “La Giornata Tipo”

 

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