TUTTI I PRESIDENTI DEL PRESIDENTE

TUTTI I PRESIDENTI DEL PRESIDENTE

Tra un culo della Nargi e un nuovo ridicolo pallone della Serie A pensavo che è finito il primo anno di Ferrero nel calcio italiano. Il personaggio è però talme…

Tra un culo della Nargi e un nuovo ridicolo pallone della Serie A pensavo che è finito il primo anno di Ferrero nel calcio italiano. Il personaggio è però talmente noto e celebrato che non vi tedierò con Mosquiti e Ostia Lidi o corna e fazzoletti.

Il produttore di tutta la filmografia di Simona Izzo voleva entrare nel pallone col botto e ce l’ha fatta. La sua sfida era oscurare la stella del collega e passeggero occasionale di motorini ADL e contrastare l’ignoranza pecorara di Lotito; obiettivo presto raggiunto e facilmente superato.

La specialità di casa Ferrero è certamente mantenere la dignità personale e toccarla piano. Il presidente blucerchiato non è comunque l’ennesima incarnazione dei patron vulcanici che dicono la prima cosa che gli viene in mente senza pensarci. Ferrero pensa la prima cosa che gli capita, poi ne pensa una più stupida e te la spara fuori ballando e cantando come un cretino.

Non bastasse questo, mannaggia il demonio, la Sampdoria ha anche fatto un grande campionato, scagliando alle stelle il delirio del Viperetta. Il rettile in scarpa da bowling non vedeva però la sua indelebile impronta nella squadra. Ecco allora i colpi di genio: via Gabbiadini per l’affamatissimo Eto’o a gennaio. Per la panchina dentro mister Walter “il Palermo parte da 0 come tutti gli altri, non vedo perché non dovrei parlare ai miei ragazzi di Scudetto” Zenga per Mihajlovic.

La vera passione di Ferrero resta tuttavia mantenere rapporti sereni coi colleghi con i quali intrattiene conversazioni all’insegna del rispetto, del contegno e della misura:

“Zamparini mi minaccia di morte”, “Ghirardi è Number One”, “Pallotta non lo conosco ma non deve insultare i suoi tifosi”, “De Laurentiis ringrazi il fondoschiena…senza le mie sale la sua commedia è inutile”, (cantando a Preziosi) “Coccolino amoroso, cocchì coccodà”, “caccia quel filippino…Thoir! Che me la stiri questa?”.

Poi che noia il giugno senza calcio…

“Pulvirenti deve morire! Lotito è un pescivendolo! Cairo è tirchio!”.

Grazie presidente. Salvini a confronto sembra un timidone.
 

Elia Lavelli

 
 

1 commenti

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  1. pikka1 - 2 anni fa

    Che presidente!

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