Dici Europei… e pensi…: i 5 migliori momenti

Dici Europei… e pensi…: i 5 migliori momenti

La sola parola “Europei” ci riporta alla memoria immagini ancora nitide: dal gol di Van Basten, al cucchiaio di Totti. Ecco i migliori momenti della manifestazione continentale.

#ProbablyTheBest Memories

Quando iniziano gli Europei di calcio, passano davanti a milioni di tifosi alcune immagini rimaste indelebili e di fatto scolpite nella memoria. Alcune in bianco e nero, altre molto più recenti. Ecco quello che ricordiamo noi al solo pensiero della manifestazione europea.

La magia: Non esiste altro modo per definire la perla di Marco Van Basten durante la finale degli Europei tra gli Oranje e l’URSS. L’allora attaccante del Milan raccolse un cross di Muhren da posizione defilatissima, proibitiva, e superò l’incolpevole Dasaev, estremo difensore dei sovietici, inventando un capolavoro impensabile. E’ considerato ancora oggi uno dei gol più belli della storia del calcio, di sicuro il più bello della manifestazione europea, ed insidia molto da vicino l’indimenticabile slalom di Maradona contro l’Inghilterra dei Mondiali 1986.

Le favole: Europei spesso fanno rima con “favola”. Nel 1992 la Jugoslavia venne esclusa dal Consiglio di sicurezza dell’Onu. La guerra dei Balcani segnò la fine dello stato jugoslavo e l’inizio di una favola inaspettata: ci riferiamo all’impresa della Danimarca. I danesi si trovarono costretti all’ultimo ad abbandonare sandali e bermuda per fiondarsi nella vicina Svezia, per poi giungere alla finalissima vinta per 2-0 contro la Germania (appena riunificata). Favola un po’ più recente, ma non meno eclatante, quella della Grecia di Otto Rehhagel. Alla seconda partecipazione della sua storia in un Europeo, la squadra ellenica riuscì nel miracolo di aggiudicarsi la manifestazione battendo in finale i favoritissimi padroni di casa del Portogallo (dove militavano Figo, Rui Costa e un giovanissimo Cristiano Ronaldo). Il bomber Charisteas, il capitano Zagorakis e il muro Dellas sono i simboli dell’impresa ineguagliabile.

La monetina: I più giovani o i più sbadati forse non lo sanno. Ma la nazionale italiana mostra un solo alloro europeo nel suo palmares. E se può sfoggiare questa vittoria lo deve in gran parte ad una… monetina. Nel ’68 non esistevano i rigori a fine partita e se i 120′ (90 + supplementari) finivano in pareggio, si ricorreva alla sorte. Fu così che la squadra di Valcareggi, capitanata da Giacinto Facchetti, superò l’URSS che fu impeccabile nell’imbrigliare l’estro di Rivera e Mazzola in campo. In finale ci toccò la Jugoslavia che non riuscimmo a superare al primo incontro: 1-1. Stavolta ci risparmiarono l’attesa surreale della monetina e solo due giorni dopo si giocò la rivincita: Valcareggi cambiò tanto. Dentro Riva, Salvadore, Mazzola, Rosato e De Sisti e gli azzurri, più freschi, portano a casa l’unico Europeo della loro storia.

La … fortuna: Italia fortunata? Sì ma pure i cugini d’Oltralpe non sono da meno. Francia-Danimarca partita d’apertura dell’Europeo 1984. I padroni di casa vinsero a stento con un gol di Platini, con deviazione evidente di Berggreen. Per le nuove regole sarebbe autogol. Sulla Gazzetta il giorno dopo scrivono della “magia” di Le Roi. Il cammino dei Bleus iniziò fortunato e finì vincente. Due anni dopo Michel ammise candidamente: “Altro che magia. Quello fu un gran colpo di *sedere*“. Colpo di “sedere” che in parte si ripresentò parecchi anni dopo, sedici per l’esattezza. Finale che, ahinoi, ricordiamo bene: Italia vs Francia. Noi avanti con Delvecchio, tante occasioni per chiuderla, poi il lampo di Wiltord al 92°. Infine la mazzata: Trezeguet ci matò ai supplementari grazie alla odiatissima regola del “Golden Gol”, in funzione per la prima volta proprio per la manifestazione europea. E la subimmo pure al Mondiale 2002… ma questa è un’altra storia.

Italian style: Ma i ricordi positivi per gli italiani non mancano. Vittorie “all’italiana”, sudate, da sfavoriti, contro tutto e tutti, com’è nel nostro DNA. In quell’Europeo con epilogo sfortunato, ricordiamo tutti l’impresa in 9 contro 11 contro i padroni di casa dell’Olanda: Toldo in versione monstre, parò tutto durante i 120 minuti e annichilì gli avversari anche nella lotteria dei rigori. Totti irrise i nervosissimi e sfiduciati avversari con il famoso “cucchiaio” e l’Italia andò in finale. Eroici. Altra impresa e altro cucchiaio: stavolta il Maestro Pirlo realizzò il “Panenka” ad Hart dell’Inghilterra e trascinò l’Italia alla semifinale contro gli acerrimi nemici della Germania. Quella partita sarà ricordata come la Gioconda di Balotelli: doppietta a spazzare via Neuer e compagni e ancora una volta, l’ostacolo italiano che andò di traverso ai tedeschi.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy