THE BEST. Cosa avrebbe detto George del calcio di oggi?

THE BEST. Cosa avrebbe detto George del calcio di oggi?

Su George Best sono state dette tante cose, praticamente sappiamo tutto di lui: quante donne ha avuto, quanto ha bevuto, quanto ha speso, quanto ha vinto e guadagnato sul campo da calcio. È diventato un’icona pop, conosciuto ed osannato anche da chi non ha mai seguito le vicende dello sport più bello del mondo.

Pele, George Best

Oggi, a 10 anni dalla sua morte, c’è una domanda che ci gira in testa e alla quale non riusciamo a trovare una risposta, anzi, non riusciamo a trovarne una sola, ed è: “Cosa direbbe il grande George sul calcio ed i calciatori di oggi?”. Lui che commentando le capacità di Beckham disse: ”Non sa calciare col piede sinistro, non sa colpire di testa, non sa contrastare e non segna molto. A parte questo, è a posto.” come commenterebbe, per esempio, le porcherie fatte da gente come Platini o Blatter? A noi piace credere che avrebbe alzato le spalle ed avrebbe detto: ”Io ero visto come il peggiore esempio possibile per i giovani calciatori, bevevo parecchio e correvo forte in macchina, ma non ho mai rubato niente a nessuno o corrotto qualcuno, se questi sono i ‘buoni’ che comandano il calcio, beh, sono contento di essere stato un ‘cattivo’”.

Un giocatore spesso accusato in maniera blasfema al “quinto Beatle” è il nostro Mario Balotelli ed, effettivamente, genio e sregolatezza sono il leitmotiv che ha accompagnato ed accompagna le carriere di entrambi. È indubbio il fatto che il buon George fosse avanti di un pezzo rispetto a Mario, sia per genio che per sregolatezza, ed è bello pensare che ad una domanda del tipo: “ Cosa ne pensa di Mario Balotelli?” risponderebbe: “Balotelli? È Italiano? Non lo conosco! Preferisco fish & chips alla pizza!”.

belfastboy

Sicuramente uno degli eventi calcistici più importanti degli ultimi anni è stato il “Mineiraço”, la semifinale del Mondiale 2015 in Brasile che ha visto i padroni di casa strapazzati 1 – 7 dalla Germania, che poi avrebbe vinto la competizione in finale contro l’Argentina, ci saremmo veramente gustati una sua considerazione del tipo: ”L’ultima volta che una Brasiliana è stata colpita così forte e così tante volte da un Europeo è stata quando io sono andato al carnevale di Rio, qualche anno fa.”. Ha avuto parole dolci per Cristiano Ronaldo, ai tempi in cui il Portoghese era a Manchester: “Ci sono stati vari giocatori nel corso degli anni segnalati come il nuovo George Best, ma questa è la prima volta che è stato un complimento per me.” e viene spontaneo chiedersi cosa avrebbe detto su giocatori più giovani, che ai tempi non si erano ancora affermati, come il trio MSN del Barcellona, sicuramente si sarebbe innamorato dei dribbling di Messi e della cattiveria agonistica di Suarez, ma dubitiamo che avrebbe apprezzato la tendenza di Neymar di buttarsi ad ogni minimo contatto, ricordando che se ai tempi l’avesse fatto lui i tifosi non sarebbero più andati allo stadio e Bobby Charlton l’avrebbe sollevato da terra per le orecchie, come si fa con la Coppa dei Campioni. Noi ci siamo divertiti ad immaginare le opinioni di Best sul mondo del calcio di oggi e siamo arrivati alla conclusione, ancora una volta, che George manca parecchio e servirebbe ancora agli appassionati di calcio di tutto il mondo, non importa se tifosi, giocatori, allenatori, presidenti o giornalisti. Best aveva quell’autorità che soltanto chi ha vissuto secondo i propri schemi e non secondo quelli imposti da altri può avere, non sapeva cosa fosse l’ipocrisia, mentre oggi nel mondo del pallone ce n’è talmente tanta che ne siamo assuefatti, e questo gli ha sempre portato problemi nella sua vita. Grazie di tutto, George, non eri solo “alcol, donne ed auto veloci”, che il tuo spirito di guerriero irlandese sia sempre con noi.

P.S. (MOMENTO SERIETÀ): fra i suoi innumerevoli aforismi, che conosciamo benissimo e che ormai sono inflazionati da quanto sono stati utilizzati, vorremmo chiudere con, forse, la sua frase più importante. Il 20 novembre 2005, 5 giorni prima di morire, il sommo George ha chiesto ed ottenuto che il “News of the World” pubblicasse una sua foto in quel momento di dolore con quella che verrà ricordata come la sua ultima frase perché divenisse un monito per tutti, appassionati di calcio e non: “Don’t die like me”.george-best-hospital

Articolo di: Francesco “Cisco” Sarchi

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