L’eleganza di nome Paolo Maldini

L’eleganza di nome Paolo Maldini

Elegante. Vincente. Leader. Fai fatica a trovare un aggettivo per Paolo Maldini. Immenso probabilmente potrebbe essere quello giusto, ma il suddetto non spieghe…

Elegante. Vincente. Leader. Fai fatica a trovare un aggettivo per Paolo Maldini. Immenso probabilmente potrebbe essere quello giusto, ma il suddetto non spiegherebbe completamente l’atleta, il campione che per 25 anni ha indossato i colori rossoneri del Milan e solo per qualche anno in meno ha difeso quelli azzurri della Nazionale.

I record di Paolo Maldini si possono snocciolare con avidità e si può constatare come rose intere di calciatori di grande livello non riusciranno mai a raggiungere insieme i successi dell’ex difensore milanista.

Innanzitutto Maldini detiene il record di presenze coi colori rossoneri: 902, di cui 647 solo in Serie A (altro record). Con 26 trofei personali è tra i più vincenti calciatori della storia del calcio: 7 scudetti, 5 Champions League (o Coppe Campioni), di cui 8 finali disputate (altro record condiviso con Gento), 5 Supercoppe Europee, 2 Coppe Intercontinentali, 1 Coppa del Mondo Fifa per Club. Capitano per 8 anni della Nazionale azzurra con la quale non è riuscito nell’impresa di conquistare un trofeo (lontano solo 11 metri nella famosa finale di Pasadena del ’94 contro il Brasile di Romario). Chiude la carriera alla fine della stagione 2008/2009 dopo 25 anni a livello agonistico.

No Paolo Maldini non è “solo” questo. E’ il figlio del grande Cesare, capace di sollevare da capitano a Wembley la prima Coppa Campioni della storia milanista. Un cognome, una dinastia, una garanzia di successo. Paolo da allievo ha superato il maestro. Al fianco di Baresi e di altri fuoriclasse come Costacurta e Tassotti per anni ha formato una delle linee difensive più forti della storia del calcio. Paolo è classe, potenza, intelligenza tattica. Destro di nascita, si abitua fin da subito a giocare terzino sinistro e per falcata e chioma ricorda tanto il bell’Antonio (Cabrini) campione del Mondo dell’ ’82.

Ma Paolo Maldini non è “solo” questo. E’ eleganza allo stato puro. E’ leadership nata, senza bisogno di urlare o comandare. Narra Ivan Gennaro Gattuso, altro campione del Mondo con gli azzurri, “quando parla Maldini nello spogliatoio non fiata nessuno”. Parla la storia per lui.

Ma Paolo Maldini non è “solo” questo. Paolo è un vizio, una routine. Quello che avevano tutti i tifosi italiani (non solo milanisti) di abbinare il suo volto, il suo numero 3 su casacca rossonera al campo da gioco, a San Siro, alla Serie A. Per chi lo ha amato, vedere Paolo ritirarsi significava cambiare di punto in bianco città di residenza, o lavoro, o morosa. Uno taglio netto al quale nessuno si voleva abituare.

Ma Paolo Maldini non è “solo” questo. Paolo Maldini sono gli incroci con Diego Armando Maradona, i duelli contro Ronaldo il Fenomeno, le sfide alla Juve di Del Piero e Zidane, il saluto commovente a San Siro ad un altro campione immenso come lui, Roberto Baggio. Compagno di Nazionale col quale non vinse il trofeo più ambito: la Coppa del Mondo. L’unico cruccio di una carriera stratosferica che lo ha visto ritirarsi dalla Nazionale sovrastato da Ahn in una notte di mezza estate del 2002.

Ma Paolo Maldini non è “solo” questo. Un’altra grandissima beffa era dietro l’angolo. Nel 2005 dopo pochi secondi segnò il gol dell’1-0 che sbloccò la finalissima di Istanbul contro il Liverpool di Benitez. I due gol di Crespo sembravano la ciliegiona su una torta che finalmente lo avrebbe visto, oltre che per l’ennesima volta capitano vincente di Coppa, anche futuro Pallone d’Oro. Un premio alla carriera inimitabile. No, dopo quei dannati 15 minuti in spogliatoio, che spezzarono un incantesimo che sembrava già scritto, la storia si capovolse. Il Liverpool pareggiò in 6 minuti e vinse quella Coppa ai rigori. No, il destino si era già preso beffe di lui con i colori azzurri. Lui doveva tornare ad alzare quella Coppa. E lo fece, solo due stagioni dopo. E la vendetta fu ancora più dolce e prelibata, perché l’avversario era proprio quel Liverpool…

Paolo Maldini non è solo i record, non è solo i trofei, le vittorie, i successi. Paolo Maldini non è solo la storia del Milan, né la storia del calcio italiano. Paolo Maldini è LA storia, IL calcio. 
 

Admin Rouge
@Rouge86Rouge

 
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