Il Lord danese, fenomeno (mediatico)

Il Lord danese, fenomeno (mediatico)

Troppe denunce e pochi gol, questo è lo score di Bendtner negli ultimi anni. Serie A, Bundesliga, Premier League e addirittura Championship senza mai trovare una squadra che puntasse veramente su di lui. Ora al Rosenborg sembra aver ritrovato l’amore per il gol.

Potrebbe sembrare il titolo di un film o, meglio ancora, di un romanzo. Invece, il Lord è un calciatore che da anni fa parlare di sé: Nicklas Bendtner. A far notizia, però, non sono le sue gesta calcistiche ma quelle extra-calcistiche: nel 2014 viene accusato di molestie ed insulti ad un tassista, comportamenti dettati dal troppo alcol assunto. Tutto ciò mentre i suoi compagni di squadra dell’Arsenal giocavano contro il Bayer Monaco in Champions League. Quella stagione, infatti, si concluse con un magro bottino di 2 reti in 9 presenze.

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Anche l’esperienza alla Juventus conta appena 11 presenze, senza mai trovare gol. Nell’esperienza italiana, l’impronta del Lord danese fu lasciata più fuori dal campo che nel rettangolo verde. Il 5 marzo 2013 gli viene ritirata per tre anni la patente e inflitta una maxi-multa di 842.000 corone, quasi 113.000 euro, dalla Corte distrettuale di Copenaghen, per guida in stato di ebbrezza: fu fermato mentre guidava contromano in pieno centro. Pure l’esperienza all’ombra della Mole terminò senza gioie calcistiche, l’attaccante danese fu rispedito all’Arsenal.

Queste due disavventure, se così si vogliono chiamare, di Bentdner non sono le sole nella sua carriera. Attraverso il suo profilo Instagram fu proprio l’attaccante, che all’epoca militava nell’Arsenal, a raccontare l’ennesima pazzia: il giocatore, insieme alla moglie e a un gruppo di amici, uscì a far festa dopo il successo del suo Arsenal sul Southampton. Di ritorno a casa, per concludere alla grande la serata, Nicklas decise di offrire ai suoi amici un bagno notturno nella piscina condominiale. E qui la bravata dell’attaccante: la porta dell’area fitness era serrata e così il buon Nicklas, pur di non venire meno alla sua promessa, la forzò sino a danneggiarla. Arrivò la polizia e Bendtner si trovò alle prese con una situazione che non aveva messo in conto. L’ennesima avventura del danese si concluse con  la cauzione e il “ritorno in libertà“. Ovviamente, con tanto di scuse ai condomini e pagamento delle spese per la sostituzione della porta. Insomma, Bendtner ha rappresentato a pieno i valori del ‘bomberismo‘, diventando un’icona dei social per questi suoi atteggiamenti al di sopra delle righe. Ed ogni tanto superando anche i limiti imposti dalla legge.

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Il bad-boy, però, dopo anni di girovagare tra Serie A, Bundesliga, Premier League e Championship, pare abbia ritrovato la bussola della sua carriera. Non è mai troppo tardi. Con la maglia del Rosenborg lo scorso anno, Bentdner ha messo a segno ben 14 gol in 23 partite classificandosi secondo nella graduatoria dei cannonieri della massima serie norvegese. Uno score niente male dopo anni di digiuno dal gol. E anche la stagione 2017-2018 è cominciata alla grande: ha trascinato con un gol ed un assist, ma sopratutto con un’ottima prestazione, il suo Rosenborg in Europa League passando dai preliminari vinti contro l’Ajax. Che l’anno scorso ha visto sfumare soltanto in finale contro il Manchester United la possibilità di vincere proprio l’Europa League. All’alba dei 30 anni il danese ha deciso di tornare a far parlare di sé per i gol e non per le bravate fuori dal campo. Come dovrebbero fare tutti i calciatori. In fondo, non è mai troppo tardi per imboccare la strada giusta.

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