I TRE TIPI DI PADRE CHE VEDONO NEL LORO FIGLIO IL NUOVO PALLONE D’ORO

I TRE TIPI DI PADRE CHE VEDONO NEL LORO FIGLIO IL NUOVO PALLONE D’ORO

Da papà coltivi un sogno: vedere tuo figlio diventare campione. Giocare finali in giro per il mondo, guadagnare tanti soldi, circondarsi di belle macchine e sve…

Da bambino tutte le volte che tuo papà ti accompagna all’allenamento o alla partita, ti senti carico, cerchi di renderlo orgoglioso di te. Fai di tutto per attirare la sua attenzione, ti alleni duramente solo per poter dire un giorno al tuo vecchio: <<Guarda papà, hai visto dove sono arrivato?>>

Da papà coltivi un sogno: vedere tuo figlio diventare campione. Giocare finali in giro per il mondo, guadagnare tanti soldi, circondarsi di belle macchine e sventole da paura. Il desiderio è quello di vedere tuo figlio ricco e famoso. 

Ecco i tre tipi di padri che vedono nel loro figlio il nuovo Baggio, Messi, Ronaldo…insomma un Pallone d’Oro: 

IL PAPA’ MISTER: è quel tipo di padre che magari in pensione o più libero da impegni lavorativi, segue persino gli allenamenti del suo piccolo. Si ferma al termine dell’ora di partitella con l’allenatore della squadra (che pure potrebbe essere un altro suo figlio) e lo interroga su come vorrà schierare la squadra il sabato, in che ruolo ritiene di mettere suo figlio, quanto spazio vorrà dargli, i partner con cui dovrà giocare etc etc. Alla fine dirà la sua, anche se non richiesta, sicuro che non verrà tradito da quel ragazzino che potrebbe essere suo figlio che per questo deve dargli ascolto. Il giorno della partita il “papà mister” arriva al campo mezzora prima di tutti gli altri genitori. Vuole controllare che il vero allenatore (sì sulla carta…) abbia ascoltato i suoi pareri.
I casi sono due: se il giovane tecnico decide di fare di testa sua, dovrà preparasi ad un tornado di critiche durante e a fine partita. Se il giovane tecnico deciderà per il quieto vivere di dare retta a quell’esaltato, dovrà comunque essere pronto a ricevere insulti per non aver fatto i cambi al momento giusto, per non aver spronato la squadra e soprattutto per non aver dato la possibilità al figlio di rendere al meglio. Il “papà mister” segue la partita sempre in piedi, piuttosto isolato dagli altri genitori. Conosce a memoria tutti i nomi dei compagnetti del figlio, li incita a dare di più, fischia alla Trapattoni senza dare vere e proprie indicazioni. Ad una certa comincia ad urlare il nome del coach per chiedere cambi tattici o di modulo. Vive la partita come Conte, Mourinho o Simeone. Le sue idee sono però meno realizzabili di quelle di Oronzo Canà. Molto esigente col figlio, non ammette però che il ragazzino venga cambiato se non su sua richiesta (che può avvenire durante un miniconciliabolo assolutamente non voluto dal tecnico a metà primo tempo). In passato gli è stato chiesto dalla dirigenza della squadra dove gioca il figlio di occuparsi della guida tecnica: lui ha sempre declinato per mancanza di tempo e per dare spazio ai giovani…

IL PAPA’ ARBITRO: è il genere di padre che più spesso fa vergognare il proprio figlio. L’obiettivo della partita non è divertirsi, vedere il figlio giocare o la sua squadra vincere. No, il suo unico obiettivo è quello di prendere a parolacce l’arbitro dal primo minuto fino alla fine.  Gli arbitri, anche loro dei giovani che stanno imparando il mestiere e prendono una ventina di euro a partita, si sentono nominati (molto più spesso però sentono nominato l’intero albero genealogico più i membri della famiglia acquisiti, vedi fidanzate o mogli) durante l’intero incontro. Qualsiasi sia la decisione: da una rimessa ad un calcio d’angolo. Non parliamo di gol o rigori, in grado di scatenare un vero e proprio rosario satanico. L’arbitro è talmente un’ossessione per il “papà arbitro” che quando azzecca qualcosa viene quasi sbeffeggiato: <<stavolta l’hai vista bene eh?Era ora>>. Ovviamente la decisione è giusta solo quando è a favore della squadra del figlio. L’uniformità di giudizio non è contemplata. A differenza del “papà mister”, il “papà arbitro” ama fare comunella con altri papà. Le proteste verso il fischietto risultano così maggiormente udibili e infinitamente più fastidiose.  

IL PAPA’ “FIGLIOLO L’IMPORTANTE E’ DIVERTIRSI”: risulta più facile credere a Bonera Pallone d’Oro che alla sua esistenza…dai non scherziamo…

Admin Riccardo
@Rouge86Rouge

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