Adesso sì che…voglio una vita come Adem Ljajic!

Finalmente possiamo invidiare senza riserve anche lui. Adem Ljiajic è passato dalle botte di Delio Rossi, e le critiche di Roma e Milano, all’investitura ufficiale di Principe Granata. Tutto il resto andava già decisamente bene.

Pochi giorni fa abbiamo parlato della nuova dolce vita di Kevin Prince (qui l’articolo). Oggi vediamo una storia per molti versi simile.

Sono finiti i tempi della bufera. I tempi in cui Adem Ljajic era il capro espiatorio di ogni spogliatoio che non funzionava. L’etichetta posta sul giovane talento serbo era sempre la stessa:”grande potenziale buttato nel cesso”. Non importava se segnasse, corresse o perfino si rivolgesse con educazione all’allenatore. Ogni cosa fuori posto nell’Inter o nella Roma, soprattutto, avevano come parziale causa la sua indolenza.

Non era facile essere Adem Ljajic, e non era dunque nemmeno facile invidiarlo. Giovani, talentuosi, ma infelici e spesso criticati. Come abbiamo visto nelle precedenti puntate, per finire in “vorrei una vita come…” bisogna al contrario essere per forza di cose decisamente sereni e il più possibile “sciallati”. La vita di Adem era già assolutamente invidiabile, ma restava il tarlo delle rotture da “bimbominkiaggine”.

Oggi è tutto cambiato. Il giovane fenomeno è la guida tecnica di un Club leggendario e che vuole stupire come il Torino. In panchina, finalmente, ha l’appoggio dell’allenatore che più di tutti ha saputo capirlo e valorizzarlo. Inoltre Adem sa che, nel caso dovesse comportarsi male. la reazione di Sinisa farebbe sembrare “petting” il famoso sfogo di Delio Rossi.

Questo porta il talento serbo a rendere sempre al massimo (a parte quando ha la “cagarella”) e, di conseguenza, ad essere apprezzato dalla Maratona, felice di poter riconoscere un talento fulgido e cristallino tra le sue maglie.

Fuori dal campo, invece, è tutto dannatamente fantastico come sempre. I due milioni che prendevamo all’Inter sono scesi a uno e mezzo in granata. A fronte però dei miglioramenti visti prima…mica stiamo così da schifo, dai.

Ovviamente, comunque, ci siamo trascinati stancamente fino a qui, dove finalmente vedremo la causa prima di “invidiabilità” del buon Adem. Vale a dire 177cm di splendore balcanico. Una bellezza conturbante e candida allo stesso tempo. Una ragione ottima per non uscire più di casa se non per divertirsi giocando a pallone. Sofija Milosevic è uno spot per la fede contro l’ateismo. Solo una divinità, infatti, può aver plasmato magistralmente una siffatta creatura.

Ora non ho più davvero nessun dubbio. Adesso so, e per l’amor del cielo non mi sbaglio, che voglio una vita come quella di Ljaijiiiiicccccc!

 

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