Adriano, la potenza è nulla senza il controllo

Compie oggi 34 anni uno dei più grandi talenti inespressi degli ultimi 10/15 anni. Un calciatore devastante in campo, quanto fragile fuori: Adriano Leite Ribeiro.

Con un po’ di immaginazione, ma nemmeno troppa, sarebbe diventato il calciatore più forte del mondo. Probabilmente per qualche mese è stato vicino ad esserlo. Una forza della natura, capace di spostare con velocità un 1,90 cm per quasi 90 chili (nel periodo di forma). Un treno lanciato in velocità con un sinistro sensibile e la dinamite nelle gambe. Il prototipo ideale di calciatore moderno: fisicamente devastante e tecnicamente molto dotato. Compie oggi 34 anni uno dei talenti più limpidi degli ultimi 10/15 anni. Un talento purtroppo inespresso.

Parliamo di Adriano Leite Ribeiro, ex attaccante dell’Inter, della Fiorentina, del Parma e del triste cammeo romano (sponda romanista). Un ragazzo tanto forte coi piedi, quanto debole di testa. Un ragazzo che ha sofferto tanto la morte del padre e si è circondato di individui sbagliati nel momento clou della sua carriera. Quando avrebbe potuto emulare in qualche modo il suo idolo e connazionale Ronaldo, il Fenomeno. Lui era già l’Imperatore per i suoi tifosi. Sarebbe bastato poco per entrare nella storia. Ma quel “poco” per un calciatore dalle sue qualità tecniche, si è trasformato in “troppo” per il medesimo ragazzo dal carattere troppo fragile. Un vero peccato per noi amanti del pallone e soprattutto un peccato per lui, l’Imperatore al quale auguriamo un sereno compleanno nella speranza di vederlo “diventare verde”, se non in un campo da calcio, nella vita di ogni giorno.

 

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