Adriano e il sogno americano

Se qualcuno un giorno vi chiedesse: “Chi era Adriano?E perché veniva soprannominato l’Imperatore?”.

Alcuni di voi risponderebbero: Adriano era un giocatore straordinario. Altri, forse i più, replicherebbero: un ragazzo problematico. La risposta alla domanda è: entrambe le cose.

Adriano Leite Ribeiro si mostra al pubblico europeo un tutta la sua potenza durante un’amichevole estiva tra Inter e Real Madrid. Il video della sua punizione calciata alla velocità della luce al limite dell’area di Casillas ha fatto il giro del mondo. In una parola: terrificante.

Un ragazzo che si presenta al palcoscenico europeo in questa maniera, non può che essere un predestinato.

Ad eccezione delle parentesi italiane con Parma e Fiorentina, è con la maglia dell’Inter che questo giovanotto classe 1982 sarà ricordato. Un attaccante capace di fare reparto praticamente da solo, che all’età di 22 aveva già tutto il mondo ai suoi piedi e poneva le basi per creare il suo impero.

Poi il buio.

La depressione dopo la morte del padre e l’alcoolismo hanno frenato la sua trionfale ascesa verso l’Olimpo dei giocatori più forti degli ultimi anni. Un giocatore tanto potente sul piano fisico quanto debole psicologicamente.

Più volte il nostro Adriano ha cercato di ricominciare a fare quello per cui è nato: giocare a calcio.

Roma, Corinthians, Flamengo e Atletico Paranaense le sue ultime casacche che ha indossato, nel magro tentativo di ricordare anche solo lontanamente il giocatore ammirato con la maglia nerazzurra.

Photo 28-01-16 18 22 11

All’alba dei 34 anni Adriano è pronto a sbarcare in Florida per tornare in campo dopo due anni d’inattività. Parliamo del Miami United, quarta serie americana. Il presidente della società, l’italiano Roberto Saccà comunica che il brasiliano sarà anche azionista del club al 40% e percepirà uno stipendio mensile di 10 mila dollari.

L’ Imperatore ha dunque rifiutato la proposta del Guaranì, che gli avrebbe consentito di rimettersi in gioco sul prestigioso palcoscenico della Coppa Libertadores. Finirà invece per disputare la National Premier Soccer League (NPSL), la quarta lega statunitense, sedotto da un progetto a lungo termine che gli consente di porre le basi per un futuro da dirigente. Perché Adriano sarà anche azionista del club, di cui acquisterà il 40% in cambio di 4 milioni di dollari, garantendosi così un’importante fetta dei futuri ricavi. A far pendere definitivamente l’ago della bilancia in favore di Miami ha contribuito, in maniera significativa, anche la promessa di una borsa di studio per il fratellino Thiago (17 anni), che potrà così studiare in un college statunitense. Adriano ha infatti deciso di portare con sé la famiglia, compresa la madre che vivrà con lui in un lussuoso appartamento vicino alla spiaggia messo a disposizione dal club.
Ogni volta che un giornalista svela l’ennesimo tentativo di Adriano di risalire la china, la notizia viene sempre condita da una punta di amarezza. Amarezza e rammarico per un giocatore che ha sgretolato con le sue mani l’impero che si andava costruendo intorno a lui.
Dal canto nostro speriamo vivamente che almeno il sogno americano si avveri.
In bocca al lupo campione.
0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy